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VENEZIA

I secoli di splendore e di potenza hanno fatto di Venezia una grande «città museo». La struttura architettonica della città ha creato infatti uno spazio urbano unico al mondo, straordinario per rilevanza artistica e suggestione di paesaggi. Centinaia di palazzi, chiese, monumenti - dal Palazzo Ducale alla Ca' d'Oro, dalla Basilica di San Marco a Santa Maria Gloriosa dei Frari si 
rispecchiano nelle acque dei canali, collegati tra loro da ponti e percorsi da gondole e vaporetti. I 

numerosi musei dalle gallerie dell'Accademia alla Collezione Guggenheim ospitano raccolte d'arte fra le più preziose del mondo, e anche alcune aree industriali dismesse, come l'Arsenale, sono state adibite a spazi per mostre d'arte. Fra le numerose manifestazioni culturali della città, almeno due sono appuntamenti fissi che richiamano un pubblico internazionale: la Biennale e la Mostra del Cinema. Questo concentrato di bellezze naturali e artistiche fa di Venezia una delle città turistiche più visitate del mondo (il rapporto medio annuo tra turisti e residenti è di 107 a 1: in altre parole, il numero annuo di visitatori supera di 107 volte il numero dei veneziani). L'economia della città si basa dunque sul turismo, ma rilevanti sono anche il settore commerciale e quello assicurativo,legati alle attività del porto, e l'industria cantieristica. L'industria pesante, che non poteva trovar posto nel delicato tessuto urbano, si è localizzata sulla terraferma: Porto Marghera e Mestre sono sede di grandi stabilimenti chimici, petrolchimici, meccanici e metallurgici. Altri centri prevalentemente industriali della provincia sono Mira, San Donà di Piave e Portogruaro, mentre Chioggia e Caorle sono importanti porti pescherecci; a Noale si è sviluppata l'industria delle motociclette. Le isole di Murano e Burano sono famose per le loro attività artigianali: i vetri soffiati a Murano, i pizzi e i merletti a Burano. Tra le numerose stazioni balneari si segnalano il Lido di Venezia e quello di Iesolo. 

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COSA VEDERE A VENEZIA

PIAZZA SAN MARCO
La piazza San Marco - l'unica a Venezia che porta il nome di piazza, tutte le altre chiamandosi "campi" - è per il suo eccezionale decoro definita la più bella piazza del mondo.
Per quanto delineatesi nel Medioevo, avendo assunto l'attuale estensione nel secolo XII, ha schietto carattere rinascimentale. Tutta chiusa, sì da somigliare piuttosto a un immenso salone marmoreo a cielo aperto, si allunga trapezoidale davanti alla Basilica di San Marco che, con la sua espansa facciata rutilante di mosaici e di gotiche fioriture, le fa da miracoloso fondale ne ne è anche prospetticamente l'assoluta protagonista
Piazza San Marco è cinta sugli altri lati da uniformi edifici di proporzionata eleganza, ai quali le arcate dei portici terreni e quelle delle logge superiori imprimono un ampio e riposato ritmo.
Sono essi: nel lato Nord, la torre dell'Orologio, del 1496 - 1506, dalla cui terrazza sommitale scende il suono delle ore battute dai "Mori" contro la gran campana.
Le Procuratie Vecchie del 1514, destinate alla più alta Magistratura della Repubblica dopo quella del Doge.
Sul lato Ovest, la neoclassica Ala Nuovissima o Napoleonica, eretta nel 1856 dallo Scamozzi e ultimate nel 1640 dal Longhena.
All'estremità di queste si leva l'alto campanile di San Marco, poderosa torre coronata da cuspide, anticamente faro di naviganti, prototipo di tutti i campanili lagunari, che mette un'acuta nota di verticalismo nella spazialità dell'ambiente, esaltandone quasi l'armoniosa distensione orizzontale.
Il campanile segna con la sottostante loggetta del Sansovino l'imbocco della piazzetta San Marco, che si collega ad angolo retto con la piazza.
La domina la monumentale facciata del palazzo Ducale (1442), il cui sottile gioco di pieni e di vuoti, di chiari e di scuri, viene ripreso in toni classicamente solenni dalla "sansovinesca" Libreria Vecchia che le sta di fronte, mentre la luminosa prospettiva spaziale si dilata, oltre le due colonne (secolo XII) del Leone di San Marco e di San Teodoro, sulla mobile laguna e l'isola di San Giorgio. 
La piazza San Marco insieme con la piazzetta è stata in ogni tempo il cuore della vita cittadina.
Teatro di fastose cerimonie civili e religiose, di feste, tornei e cavalcate al tempo della Serenissima, oggi è luogo di ritrovo e di passeggio di veneziani e di turisti, che vi si danno convegno a tutte le ore, indugiano ai tavoli che dai caffè sotto i portici la invadono in innumerevoli file. 

MURANO
Murano è la capitale del vetro, la cui lavorazione, conosciuta fin dall'epoca romana, si è perfezionata in seguito ai contatti con i mercanti greci e siriani.
Questo tipo d'artigianato, da sempre tutelato dalla Repubblica, raggiunse il massimo splendore nel corso del Sei e del Settecento, con raffinati manufatti realizzati secondo tecniche segrete tramandate gelosamente da padre in figlio.Oggi sono circa 260 le imprese muranesi che continuano l'antica tradizione e la collaborazione tra industria e design. 

BURANO
Burano è famosa per l'arte del merletto, creazione veneziana maturata nel corso del Cinquecento col passaggio dal reticello al punto in aria, cioè a un tipo di merletto che non appoggia su 
alcuna impalcatura di base. Questo aprì poi la via a trine sempre più perfette e complicate, di alto valore d'arte.
Dalla trina di Venezia si giunse nel XVII sec. al sontuoso merletto eseguito col punto tagliato a fogliame, più noto come "gros point de Venice", con effetti di rilievo ottenuti da un doppio e triplice lavoro.
Altra trina è quella di Burano, col fondo a maglie tonde 
dal caratteristico effetto ondeggiante, un tempo attività cui si dedicavano abitualmente nobildonne, monache e ragazze, ora praticata dalle merlettaie che, curve sul tombolo, lavorano 
lungo le calli, davanti alle case dei pescatori buranelli.

TEATRO LA FENICE
Sarà Riccardo Muti ad aprire domenica 14 dicembre 2003 la Settimana Inaugurale nel ricostruito Teatro La Fenice di Venezia, con l'Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice. 
Alla serata hanno confermato la presenza il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il Ministro per i beni e le attività Giuliano Urbani. 

PALAZZO GRASSI
Come già annunciato all’apertura della mostra ''I Faraoni'' da settembre del 2004 al gennaio 2005 a Palazzo Grassi a Venezia sarà organizzata una mostra monografica dedicata all’arte di Salvator Dalì, il poliedrico artista catalano di cui ricorre nel 2004 il centenario della nascita. 
La mostra di Palazzo Grassi, società del gruppo Fiat, viene organizzata nel quadro delle manifestazioni previste in collaborazione con il Ministero della Cultura dello stato Spagnolo che ha scelto come sede ufficiale per le celebrazioni dell’importante centenario la sede espositiva veneziana. 
Per realizzare l'evento è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra la Fondazione Gala e Salvador Dalì e Palazzo Grassi, il cui presidente è entrato insieme ai direttori della Tate 
Gallery di Londra, del Moma e del Metropolitan Museum di New York, a far parte del Comitato organizzativo delle celebrazioni "daliniane", coordinato dal Ministero della Cultura spagnolo. 
Saranno presenti in mostra oltre 150 oli provenienti dalle collezioni della Fondazione (la più ricca) e del museo Reina Sophia di Madrid; molte opere proverranno anche dal Museo Dalì di San Petersburg in Florida e da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. 
La rassegna sarà curata da Dawn Ades, autorità internazionale nel campo degli studi "daliniani" con la collaborazione di Montse Aguer direttrice del centro studi della Fondazione Gala e Salvador 
Dalì di Figueres (Spagna); dopo Palazzo Grassi la mostra sarà ospitata al Philadelphia Museum of Art, negli Stati Uniti. 

IL PONTE DI RIALTO
Il ponte di Rialto che conosciamo è piuttosto recente: venne infatti costruito nel 1588 in sostituzione di uno in legno con la parte centrale mobile a consentire il transito di imbarcazioni alberate.
A dire il vero il primo ponte fu fatto su barche nel 1175, sostituito da uno fisso nel 1265; questo venne distrutto nel 1310 e ricostruito.
Nel 1444 crollò per sovraccarico a causa della folla che si radunò in occasione del passaggio della sposa del marchese di Ferrara. Venne rifatto ancora una volta (levatoio ed allargato) fino alla fatidica decisione di rinnovarlo, stavolta in pietra.
Da quel momento ci vollero settant'anni!
La proposta del rifacimento venne presentata nel 1524, la delibera per la costruzione arrivò nel 1525. Non se ne fece nulla fino al 1546, anno in cui venne presentato il progetto di un ponte ad una sola campata. Venne indetta una gara vinta dal "Nobil Homo" Alvise Boldù nel 1554. La prima pietra venne posata nel 1588, e dopo tre anni era "quasi" finito.

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