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Toscana
 

Regione Toscana Turismo

VersiliaClicca per ingrandire

Quante suggestioni, quante tentazioni, quanti spunti offre questa lunga distesa
di sabbia chiamata Versilia.

Una scia di località consacrate da decenni di mitiche frequentazioni. Luoghi che hanno in comune il paesaggio, sempre verde e fresco anche sotto il feroce sole d'agosto, il mare a misura di ogni età, con fondali che digradano lentamente, i variopinti stabilimenti balneari e locali e ritrovi che ricorrono nella vicende della cronaca mondana più o meno recente.Clicca per ingrandire
Ma la Versilia è anche piena di piccole differenze.
Forte dei Marmi ha accenti più ricercati. Quante storie si raccontano su questa spiaggia che è anche, e forse soprattutto, uno stile di vita.
E' mondanità e shopping, relax e "due passi in centro", bagni di sole in spiaggia e immersioni nella vita notturna. Questo è la dolce vita del Forte che contagia certamente un po' tutta la Versilia.
Viareggio è famosa, ed è un'altra cosa. E' il Carnevale diventato ormai un'attrazione internazionale, è la passeggiata dove si va a vedere le vetrine dei negozi,
è il liberty dei suoi palazzi, l'eleganza dei suoi gran caffè, l'accoglienza dei suoi abitanti sempre in attesa che si rinnovi, anno dopo anno, l'incanto dell'estate, l'emozione del ritorno.
Cultura e ambiente intellettuale - tra scultori e allievi che conversano nei caffè, e opere per ogni dove -
è ciò che si respira a Pietrasanta.
Avrete ancora in mente Il bianco dei marmi di tanta arte e già sarete a Camaiore ormai incuneata tra verdi e fresche colline, o a Torre del Lago con le sue reminiscenze pucciniane.
Tante diverse bellezze, un mondo a parte, con i suoi ritmi e le sue immutabili abitudini, il piacere di reincontrare vecchi amici facendone sempre di nuovi. L'aspettativa che l'anno successivo sarà tutto uguale e in qualche modo diverso.
Ecco forse è proprio tutto questo il fascino della Versilia.

Costa degli EtruschiClicca per ingrandire

Oltre al mare una sorpresa, un'oasi che non ti aspetti:
la tenuta-parco di San Rossore.

Preparatevi a qualcosa di intenso, di luminoso, a una bellezza pulita, non costruita, che si insedia in un angolo del cuore e non vi abbandona mai.

Iniziate a pensare alla costa degli Etruschi attraverso l'intensità della natura e dei suoi colori, e non solo alla gentilezza di cittadine accoglienti e graziose. Una strada da percorrere, lasciandosi alleClicca per ingrandire spalle Livorno - città aperta come nessuna in Toscana - senza aver cura dei tempi, questa volta saranno loro a rispettarvi.
Lasciate che sia l'Aurelia a condurvi, attenzione però perché il verde del mare sbattuto dal vento sugli scogli di Calafuria riempie la mente, oltre che i polmoni, e dovrete sostare per assorbire lo stordimento.
Scogli e poi sabbia, così accade dopo Castiglioncello, il verde abbagliante assume le forme di fitta pineta, così invitante d'estate, e più distante dal mare, diventa una impenetrabile macchia di vegetazione.
Salta agli occhi l'estrema libertà, la mancanza di pressione della vita di questa costa.
Non ha molta importanza se sceglierete la sabbia scura o quella fine e chiara, se vi aggradano di più le spiagge attrezzate, o le distese libere senza Anima viva.
Magari deciderete un "viaggio all'ombra" di passeggiate, a piedi o a cavallo, sotto le pinete da Vada fino a San Vincenzo.
Con altri alberi protagonisti, i cipressi "alti e schietti" cari a Carducci e a tutti noi.
Può ben darsi che sarete ammaliati dal ricco entroterra.
Ricchezza fatta di terre coltivate, di vigneti, di colline, di resti etruschi, di innumerevoli borghi perfettamente conservati, regno di tranquillità dove comunque il mare fa sentire la sua presenza e i suoi profumi.Clicca per ingrandire
Un senso di sospensione del tempo che è quasi una necessità, come se questi luoghi non conoscessero altro, e non potessero essere vissuti che così, tanto gli sono estranei gli eccessi. Tanto sono ignari e poco interessati ad atteggiamenti indotti dall'esterno, un mondo che appare lontano anni luce.
E d'altra parte sono o non sono anche queste le terre di una presenza magica, quella dei Rasenna.
Gli Etruschi appunto, popolo forte e temuto, dedito al commercio e ai piaceri della vita che in questa costa edificarono Populonia la loro unica città marina adagiata sul golfo di Baratti. La necropoli lascia immaginare i desideri, e i segreti di questo popolo misterioso.
Una grande quantità di tesori si offre con una assoluta e incredibile semplicità, non c'è enfasi, non ci sono effetti speciali a rimpinguare l'offerta.
Certo, semplicemente non ce n'è bisogno.
E' un problema di generosità, di germinazione spontanea, una scelta senza sforzo tanto è facile cogliere i frutti di questa terra. Aggiungiamo solo la cucina e siamo al settimo cielo. Piatti di mare come il cacciucco o di terra come le zuppe di verdure, il vino che da queste parti ha toccato l'eccellenza, tutto ciò non si commenta c'è solo da mettersi a tavola. C'è solo da mettersi in cammino, la Costa degli Etruschi vi aspetta.

MaremmaClicca per ingrandire

Mari cristallini e cavalli bradi, intime insenature e macchia mediterranea,
profumi e sapori di una terra che lascia il segno.

Un viaggio in Maremma - viaggio è il termine giusto - è ciò che definisce bene un'esperienza totale, piena di stimoli e di conseguenze, l'assoluto naturale, qualcosa che arricchisce e modifica la percezione di ognuno.
La Toscana è proprio questo, una miniera di mondi a sé - solo la superficialità li confonde - che necessitano lo sforzo minimo del distinguo, il gusto di capire differenze scoprireClicca per ingrandire peculiarità. Si, anche qui in Italia, anche qui in Toscana esistono terre vergini, e la Maremma è una di queste.Terra famosa, la Maremma, di cui in genere si sa molto. Una narrazione legata a racconti ed immagini evocative: mare luccicante e spiagge dorate, lagune con nugoli di uccelli che si alzano in volo, dolci colline e zone selvagge, pinete fittissime e mandrie governate dai butteri, avvolti nel mito e nello spolverino di tela grezza.
Un tempo terra maledetta, infestata dalla malaria, palude appunto, oggi bellezza pura, splendore selvaggio che graffia l'animo, con animali selvatici sorprendenti come le maestose vacche o i cavalli maremmani selezionati per queste terre.
Con una costa che si copre del verde intenso di una pineta folta e luminosa, che fa da barriera all'assolata campagna.
E poi, certo, anche un'esplosione di antiche cittadine, località alla moda, porti da vip, mete del turismo internazionale d'elite, piene di vita, di specialità marinare e di vini famosi.
Mete agognate e attese per molti mesi, da chi, nel costante viavai quotidiano, cerca ristoro nel ricordo di qualche momento unico vissuto da qualche parte in questa terra. E ce ne sono angoli indimenticabili, emozioni da mettere nella cassetta dei soccorsi straordinari.Clicca per ingrandire
Luoghi famosi e tutti incantevoli alcuni con ampi tratti di spiaggia libera, altri più esclusivi, e che sono state anche molto altro. Furono scali etruschi o romani, possedimenti senesi e poi spagnoli che fortificarono le coste, uno spettacolo unico che dal mare rivela tutto il suo fascino.
E come non parlare delle perle che si incontrano abbandonando il litorale.
Si può passare dal "movimento" e dalla vivacità della costa al silenzio e al raccoglimento di paesi ben distribuiti sulle alture e ancora circondati dalle mura. E scoprire realtà sicuramente meno famose, certamente indimenticabili, che conservano ancora intatto il segno del passato. E' necessario solo aver voglia di deviare, di far qualche chilometro in più, e non sarà una perdita di tempo.
Al contrario il tempo vi verrà incontro con le architetture più suggestive, con assoluti gioielli, piazze medievali, fortificazioni, e, molto spesso, panorami che aprono vedute sulle colline sottostanti, qui se vorrete saranno il cinghiale e l'acquacotta ad allietare il vostro palato. E' possibile anche spingersi più in la, in un passato ancora più profondo visitando le città eterne del popolo etrusco che nel momento triste dell'addio ci hanno lasciato segni di felicità, di gioia, della saggezza con cui seppero vivere.

CasentinoClicca per ingrandire

Terra di boschi infiniti e di monumenti della fede,
di silenzi profondi e di rivoluzioni dell'anima

Questa valle parla il linguaggio della meditazione e del raccoglimento.
Qui vincono i colori, dominano le atmosfere, sono le sacre foreste che vi parlano e vi abbracciano.
E non è possibile resistere.
La spiritualità affiora dalla profondità, così, naturalmente.
È quasi commovente. Proverete emozioni senza capire da dove provengono, comunicherete senza che una parola esca dalle vostreClicca per ingrandire labbra, vi sentirete ricchi come mai avreste pensato di essere.
I monaci lo compresero bene prendendosi cura dei boschi e fin dal Medioevo stabilirono la regola fondamentale: chiunque avesse tagliato una pianta avrebbe subito penitenza. Avvolti nelle foreste sono appunto i luoghi della fede come l'Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna, dove Francesco ricevette le stimmate, e da dove si può ammirare un panorama stupendo con l'Arno a segnare la valle.

Quanta Toscana c'è nel Casentino. C'è Dante con i tanti versi che la ricordano, l'Arno, che nasce da qui e che lambisce con le sue acque i suoi paesi, la battaglia di Campaldino tra guelfi e ghibellini, i castelli medievali e i signori, i contadini a faticare nei poderi, i taglialegna a lavorare nei boschi.
Non è poi così difficile immaginare quel passato, in questo tentativo verrete aiutati
dalla integrità del paesaggio, dalla persistenza di tradizioni popolari e anche da specialità della cucina come la scottiglia e i tortelli di patate. Sapori caratteristici da gustare, antichi racconti da ascoltare, da condividere con gli abitanti di queste terre da sempre accoglienti e amichevoli.

I parchi toscani
>> Il sistema delle aree protette in Toscana
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Le nostre cinque aree protette offrono una straordinaria varietà ambientale.

>> Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano
>> Parco nazionale delle Foreste Casentinesi
>> Parco regionale delle Alpi Apuane
>> Parco regionale della Maremma
>> Parco regionale di Migliarino - San Rossore - Massaciuccoli

Non solo arte, non solo cultura.
Come ad un'alba in uno stagno, la Toscana si affaccia al nuovo millennio col soffio vitale di unaClicca per ingrandire stupefacente natura.
Venite a scoprirla.
La corsa di un'istrice, lo sguardo magnetico del gatto selvatico, il turchese d'una guradinga ghiandaia marina, l'apparizione di una natrice dal collare tra i massi d'un torrente o quella di un cinghiale tra i cespugli di una macchia.
Oppure la delicata semplicità d'una ninfea in fiore o di un papavero.
Sono i mille volti della varietà biologica in Toscana, frutto di un complesso insieme di relazioni ecologiche oltre che una ricchezza tangibile, un patrimonio di tutti..
Visitare uno dei nostri parchi è anche soprattutto catturare un'emozione.

Regione dell'Italia centrale; si affaccia a ovest sul mar Tirreno e confina per breve tratto con la Liguria a nord-ovest, con l'Emilia-Romagna a nord, con le Marche e l'Umbria a est, con il Lazio a sud. È ripartita nelle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena; capoluogo regionale è Firenze. Dipende amministrativamente dalla Toscana un vasto gruppo di isole, che costituiscono appunto l'arcipelago toscano, per la maggior parte incluse nella provincia di Livorno, e per il rimanente in quella di Grosseto.
La regione deriva il suo nome, nonché la sua più profonda impronta culturale, dai primi abitatori in età storica, gli etruschi, che i romani chiamarono inizialmente etrurii, poi tusci. La Toscana si estende per 22.993 km2 e ha una popolazione di 3.525.470 abitanti (1997). È quindi tra le regioni più vaste ma non tra le più popolate: la sua densità è di 153 abitanti per km2, alquanto inferiore rispetto alla media nazionale (191). Solo il confine con l'Emilia-Romagna e le Marche poggia su precisi elementi morfologici, coincidendo quasi ovunque con la linea di spartiacque dell'Appennino tosco-emiliano (vedi Appennini); gli altri limiti amministrativi della regione hanno una delineazione politica e sono cambiati nel corso dei secoli.
La Toscana ha la forma di un grande triangolo, che prospetta a ovest sul mar Tirreno, è nettamente marcato a nord dall'Appennino tosco-emiliano, ma risulta senza precisa demarcazione a est. Ben due terzi del territorio (66,5%) sono occupati da colline, il 25% da montagne, il rimanente 8,5% da pianure: la Toscana è dunque una tipica regione collinare, come in genere le altre regioni dell'Italia centrale. La sezione montana include tutto il versante tirrenico dell'Appenino tosco-emiliano e gran parte del cosiddetto Antiappennino. L'Appennino tosco-emiliano è un sistema montuoso piuttosto compatto, caratterizzato da una serie di contrafforti che si dipartono a pettine dalla catena principale, con direzione prevalente da nord-ovest a sud-est; si mantiene sui 1500-2000 m di quota (Corno alle Scale, 1945 m; monte Falterona, 1654 m, da cui trae origine il maggior fiume regionale, l'Arno). A una di queste dorsali si collega una delle più note catene montuose della Toscana, le cosiddette Alpi Apuane (monte Pisanino, 1946 m).

La costa, che si allunga per 330 km tra la foce del Magra e il promontorio dell'Argentario, è in genere bassa, sabbiosa e poco accidentata; la sola insenatura di rilievo è il golfo di Follonica, situato tra il promontorio di Piombino (in provincia di Livorno) e Punta Ala (in provincia di Grosseto). Il porto più attivo della regione, quello di Livorno, è artificiale.
La Toscana ha una grande ricchezza di corsi d'acqua; peraltro la morfologia frammentata del territorio fa sì che si tratti in genere di fiumi brevi e dal bacino ridotto. L'Arno è il fiume toscano per eccellenza; non solo per la lunghezza (241 km) e l'ampiezza del bacino idrografico (8247 km2, un terzo della superficie regionale), ma soprattutto perché la sua vallata costituisce l'area su cui, storicamente ed economicamente, gravita da sempre la regione. Tuttavia anche l'Arno non si differenzia molto dagli altri corsi d'acqua toscani, che hanno un regime torrentizio, con una portata estiva scarsa e frequenti piene primaverili e autunnali, non di rado con straripamenti e inondazioni anche disastrosi, come l'alluvione di Firenze del novembre 1966. Il maggior fiume che sfocia a nord dell'Arno è il Serchio (111 km), che nasce dall'Appennino tosco-emiliano, percorre la Garfagnana e bagna la piana di Lucca; a sud è l'Ombrone, o più esattamente Ombrone Grossetano (161 km), che nasce sui monti del Chianti e sfocia nel Tirreno a sud-ovest di Grosseto.
Gli unici laghi di un certo rilievo sono quello, assai pittoresco, di Massaciuccoli (6,9 km2), in provincia di Lucca, legato ai ricordi di Giacomo Puccini (che visse qui per lungo tempo ed è sepolto nella vicina località di Torre del Lago Puccini) e il lago (o laguna) di Orbetello (26 km2), in provincia di Grosseto.
Quanto alla vegetazione, la Toscana assomma specie tipiche dell'area montana, persino alpine, e specie spiccatamente mediterranee: ne deriva un panorama naturale assai vario. Tutta la fascia immediatamente retrostante la costa, caratterizzata da colline che raggiungono un'altitudine di 300-400 m, è occupata da specie mediterranee: tipica formazione vegetale è la macchia sempreverde, sia con arbusti (mirto, rosmarino, lavanda, erica, corbezzolo, lentisco ecc.) sia con alberi (leccio, pino domestico e marittimo). È un'area che a più riprese, sin da epoca remota, ma soprattutto a partire dal secolo scorso, è stata oggetto di interventi di bonifica e di riforestazione.
L'area detta submontana, sino a circa 1000 m di quota, ha invece la sua flora più peculiare nei boschi di castagni e di querce, che rivestono i versanti dell'Antiappennino e dell'Appennino; al di sopra, sino ai 1700 m (di conseguenza solo sull'Appennino), si stendono le foreste di faggi e abeti. Complessivamente i boschi occupano quasi 9000 km2 e stanno progressivamente aumentando in modo spontaneo a causa dell'abbandono, da parte dei contadini, di vaste aree un tempo coltivate. La Toscana è la regione d'Italia con la più estesa superficie di territorio tenuta a bosco, pari a due quinti di quella regionale; tuttavia si tratta perlopiù di boschi che non consentono un'abbondante produzione di legname. Scarse sono inoltre le aree (tra cui la citata foresta dell'Abetone) coperte da foreste di conifere alpine. Infine i tappeti erbosi dei pascoli montani ricoprono le poche zone situate al di sopra dei 1700 m di quota; l'estremo nord dell'Appennino, grosso modo tra il passo della Cisa e il monte Corno alle Scale, rappresenta il limite meridionale sino a cui si spingono alcuni fiori alpini, come la genziana purpurea.
La fauna, un tempo ricca e varia, è stata decimata da secoli e secoli di attività venatoria: la Toscana è infatti la regione con più alto numero di cacciatori (intendendo per tali quanti annualmente richiedono il relativo permesso). La Maremma ospita ancora il cinghiale e pochi esemplari di caprioli e cervi; più numerosi sono, soprattutto nelle aree montane, i tassi, le lepri e le volpi. Tra gli uccelli, di passo o stanziali, si annoverano abbastanza numerose le starne, le beccacce e le tortore; ma soprattutto interessante è la fauna della laguna di Orbetello, che comprende varie specie di trampolieri e altri uccelli acquatici (folaghe, germani ecc.).
In Toscana, a suo tempo definita il "granaio dell'Etruria", l'agricoltura ha sempre avuto una grande importanza. Le aree montuose videro nei secoli la formazione della piccola e piccolissima proprietà diretta dei contadini, il microfondo. Ma la gran parte della regione rimase, come conseguenza dei feudi e poi delle signorie, in mano ai nobili, alle istituzioni religiose, ma soprattutto ai ricchi ceti mercantili. Tuttavia, a differenza dei latifondi, tipici dell'Italia meridionale, affidati all'attività dei braccianti, in Toscana si affermò la mezzadria: alle famiglie contadine che coltivavano i poderi erano dati, in cambio del loro lavoro, metà del raccolto, gli attrezzi necessari per la conduzione del fondo e la disponibilità di una casa colonica. Questo tipo di contratto agrario, vecchio di secoli, è stato superato negli anni Sessanta e al suo posto si è man mano affermata la proprietà diretta; tuttavia l'organizzazione mezzadrile ha lasciato nelle campagne una forte impronta.
Alla base dell'agricoltura toscana c'è il podere, cioè la terra coltivata dalla famiglia contadina, quindi le case coloniche sparse e un genere di coltivazione misto (la cosiddetta agricoltura promiscua), con cereali, viti e olivi, affiancato da un allevamento di modesta entità numerica comprendente i buoi da lavoro e animali diversi (suini, ovini, pollame). Il settore è comunque nel suo complesso soggetto a profonde trasformazioni (si uniscono e meccanizzano i fondi, è enormemente diminuito il numero dei contadini, si cambiano le coltivazioni), ma anche in relativo declino rispetto all'industria e alle attività terziarie. La cerealicoltura (frumento) ha ancora discreta importanza, ma una produttività molto più bassa di quella dell'Italia settentrionale; tipici della regione sono i vigneti (i vini rossi della zona del Chianti sono celebri in tutto il mondo) e gli oliveti, che danno olio di alta qualità.

Il turismo è un'attività determinante nell'economia della Toscana; il reddito globale che produce pone la regione ai primi posti su scala nazionale. Ogni anno si registrano, negli alberghi, nei villaggi turistici, nei campeggi, sette milioni di presenze, per un terzo straniere. Due, e nettamente differenziati, sono i principali flussi turistici: quello rivolto all'arte, vivace sin dal secolo scorso, che si concentra intorno ai musei e ai monumenti di Firenze, Siena, Pisa e di tante altre città, grandi e piccole (come San Gimignano e Cortona); e quello rivolto alle località balneari, che riguarda particolarmente Viareggio e la Versilia, ma anche le isole dell'arcipelago toscano, come l'isola d'Elba, e il Grossetano, come Porto Santo Stefano, ai piedi del monte Argentario. Un relativo sviluppo ha oggi anche l'agriturismo. La regione dispone altresì di celebri stazioni termali, a cominciare da Montecatini Terme, in provincia di Pistoia; in espansione il turismo montano nelle zone più elevate dell'Appennino, specie nel centro sciistico dell'Abetone.
Le vie di comunicazione, stradali, autostradali e ferroviarie, collegano facilmente la regione sia con l'Italia settentrionale sia con quella peninsulare. In particolare la Toscana è attraversata dall'Autostrada del Sole, la più importante arteria autostradale d'Italia (che, mediante la Firenze-Pisa, si raccorda con l'autostrada costiera Genova-Livorno), e dalle due principali linee ferroviarie tra il Nord e il Centro, cioè la Milano-Bologna-Firenze-Roma e la Torino-Genova-Pisa-Roma. Livorno è uno dei più attrezzati porti del mar Tirreno, mentre Firenze-Peretola e Pisa-San Giusto sono attivi scali aerei internazionali.