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Sicilia
 

Regione Sicilia Turismo

La Sicilia e' una delle regioni italiane piu' affascinanti.

Ha tutte le bellezze che possano essere desiderate da una regione: citta' d'arte, isole fantastiche, coste attraenti, montagne uniche.

Ha un clima che allunga all'anno intero la stagione turistica e in piu' ha quel po' di mistero che entra nel petto del visitatore e non lo abbandona piu'.

Un viaggio in Sicilia, in quest'isola che affascina per il suo paesaggio e per la sua storia artistica, rimane un esperienza unica e indimenticabile, che arricchisce lo spirito.

"Senza vedere la Sicilia non si puo' avere un'idea dell'Italia: e' in Sicilia che si trova la chiave di tutto". Cosi' scrisse Goethe da Palermo il 13 aprile 1787 in occasione del suo primo viaggio in Italia alla ricerca delle radici della cultura occidentale.

Anche se disastrosi e ricorrenti eventi naturali hanno determinato lungo i secoli la scomparsa di preziose testimonianze architettoniche sia dell'arte greca, come di quella indigena, di quella punica e di quella romana restano tuttora numerose e imponenti testimonianze a Siracusa, Taormina, Agrigento, Selinunte, Segesta, Piazza Armerina, Enna, Mozia, Gela, Megara.

Parco dell'Etna

La bellezza del Parco dell'Etna non sta soltanto nella grandiosità delle eruzioni e nelle colate di lava incandescente. Attorno al grande vulcano si estende un ambiente unico e impareggiabile, ricco di suoni, profumi e colori.

Parco dei Nebrodi

Istituito nel 1993 ricomprende le più importanti ed estese formazioni boschive presenti in Sicilia (ca 50.000 ha).

Regione dell'Italia meridionale; corrisponde all'isola omonima, situata nel mar Mediterraneo centromeridionale e, più precisamente, affacciata al mar Tirreno a nord, al mar Ionio a est, al mare di Sicilia a sud; a essa si aggiungono alcuni gruppi insulari minori. È ripartita nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani; capoluogo regionale è Palermo.
La Sicilia è una regione ad amministrazione speciale, dotata di larga autonomia, come la Sardegna, la Valle d'Aosta, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia. Dipendono amministrativamente dalla regione gli arcipelaghi delle Eolie o Lipari (in provincia di Messina), delle Egadi (in provincia di Trapani) e delle Pelagie (in provincia di Agrigento) nonché le isolate Pantelleria (in provincia di Trapani) e Ustica (in provincia di Palermo). La Sicilia (che per la sua forma triangolare era chiamata dai primi colonizzatori, i greci, Trinacria, cioè "terra dai tre capi"), deriva il nome, risalente all'epoca romana, dalle sue due principali popolazioni originarie, i sicani e i siculi.
La regione si estende per 25.707 km2 (l'isola propriamente detta, la più grande del Mediterraneo, per 25.426 km2) ed è la più vasta regione d'Italia; è invece la quarta, dopo Lombardia, Campania, Lazio, per popolazione, con 5.106.740 abitanti (1997). La densità, di 199 abitanti per km2, è tuttavia superiore alla media nazionale, che è di 191. Com'è proprio di tutte le grandi isole, la Sicilia trae dalla sua natura insulare i caratteri che la distinguono dalle altre terre benché, all'estremità nordorientale dell'isola, solo i tre chilometri dello stretto di Messina la separino dalla Calabria, sull'Italia continentale. Anche sul lato opposto, occidentale, la distanza dalla terraferma, in questo caso la costa africana della Tunisia, non è molta: 150 km. Una posizione geografica, quindi, di relativo isolamento, che ha avuto notevoli influenze sulla storia siciliana.
L'isola forma un triangolo isoscele quasi perfetto, terminando a nord-est con la punta (o capo) del Faro, presso Messina, a ovest con il capo Boeo o Lilibeo, presso Marsala (in provincia di Trapani), a sud-est con il capo Passero. La superficie insulare ha una morfologia piuttosto complessa e irregolare, e anche l'andamento costiero è molto vario. Il territorio è per quasi due terzi (61,4%) collinare e per circa un quarto (24,5%) montuoso; ben poco spazio resta dunque alle pianure, che sono tutte situate lungo i litorali.
La sezione montuosa dell'isola include sei principali rilievi, assai diversi per orientamento, origine e struttura delle rocce. Nella metà orientale della fascia costiera si sviluppano, da est a ovest, tre gruppi montuosi che complessivamente vengono denominati Appennino siculo: i Peloritani, i Nebrodi e le Madonie. I Peloritani, costituiti da antiche rocce cristalline, costituiscono la diretta prosecuzione dell'Appennino calabro; occupano l'intera porzione nordorientale della Sicilia, prospettando quindi anche sul mar Ionio, e hanno forme piuttosto aspre malgrado l'altezza modesta (la massima cima tocca appena i 1374 m). I Nebrodi sono formati invece da arenarie e argille, di facile erosione e che quindi determinano paesaggi dalle linee morbide; le quote si elevano sino ai 1847 m del monte Soro. Perdono verso ovest l'andamento a dorsale per saldarsi con un ampio e tozzo massiccio, le Madonie; qui le rocce hanno in prevalenza natura calcarea, con pianori aridi e frequenti fenomeni carsici, culminando nel Pizzo Carbonara che, con i suoi 1979 m, è la massima vetta dell'Appennino siculo. Al di là dei contrafforti delle Madonie, la Sicilia occidentale è formata da una serie confusa di rilievi, perlopiù collinari, ma talvolta con elevazioni anche imponenti, superiori ai 1500 m, in particolare là dove emergono, al di sopra delle distese di argille e arenarie marnose, più resistenti bastioni calcarei, localmente chiamati "rocche" per la loro forma isolata: così la Rocca Busambra (1610 m).
Nella Sicilia centrale si accentua l'irregolarità del rilievo; si può tuttavia distinguere una larga fascia trasversale, poco più di un altopiano di natura arenaceo-calcarea, che grosso modo si diparte dalle Madonie e volgendo verso sud-est giunge sino al vertice meridionale dell'isola. La formano dapprima i monti Erei, quindi, più a sud, il vasto tavolato dei monti Iblei; le massime quote superano di poco i 1100 m nel primo sistema, non raggiungono nemmeno i 1000 m nel secondo. Rappresentano tuttavia un rilevante fattore idrografico, perché formano la linea di spartiacque di molti fiumi che vi hanno origine, volgendosi poi al mare di Sicilia o al mar Ionio. Il sesto e più imponente rilievo della Sicilia è rappresentato dall'Etna. Vulcano attivo, il più elevato d'Europa (3323 m), esso domina la costa orientale dell'isola; ha una mole imponente, di forma conica, che spicca anche da molto lontano, mostrando versanti che diventano via via più ripidi col procedere verso la sommità, imbiancata di neve per la maggior parte dell'anno.
L'Etna sovrasta la più vasta ed importante pianura siciliana, che ha reso fertile con i suoi stessi depositi vulcanici: la piana di Catania. Formata dalle alluvioni del fiume Simeto e dei suoi affluenti, tra cui il Dittaino, la piana di Catania ha una superficie di 430 km2, pari a un quinto di tutte le pianure dell'isola; altre importanti aree pianeggianti sono poi la piana di Gela, sul mare di Sicilia, che presenta però numerose dune, e la Conca d'Oro, su cui si estende Palermo, sul mar Tirreno.

Anche in Sicilia, come nel resto del Sud, il numero degli addetti al settore agricolo è nettamente superiore alla media nazionale, e per contro i valori di redditività sono tra i più bassi (la carenza di acqua e in generale di impianti per irrigazione è un fattore decisivo). Tuttavia l'agricoltura mantiene il suo peso determinante nell'economia regionale. È in corso una certa ristrutturazione produttiva su basi più razionali, ma in linea di massima l'agricoltura continua a registrare nell'isola due comparti contrapposti e non coordinati: una zona costiera con coltivazioni intensive e specializzate e aziende di piccola e media dimensione, destinate alla produzione di agrumi, vite e altre piante legnose come mandorli, legumi e ortaggi, e una vasta area interna, con aziende di ampia superficie, occupate dalla cerealicoltura estensiva.

La regione dispone di notevoli risorse minerarie ed è, insieme alla Toscana e alla Sardegna, una delle principali aree estrattive del paese. Tradizionale attività estrattiva fu per decenni quella legata ai giacimenti di zolfo, per i quali la Sicilia vantò in epoche passate addirittura ottime posizioni internazionali; ma la crescente concorrenza estera ridusse man mano l'economicità dello zolfo siciliano, sinché l'estrazione è completamente cessata nel 1986.
Altre risorse del sottosuolo sono i sali potassici e gli idrocarburi (petrolio e gas naturale, con area principale nel Ragusano); il primo pozzo entrò in funzione nel 1957. I giacimenti si dimostrarono ben presto molto più modesti delle aspettative; nel frattempo era stata però realizzata, ma con un'altissima immissione di capitali statali, una poderosa industria di raffinazione, mentre tutti i comparti manifatturieri rimanevano in pratica trascurati.
I complessi chimici e petrolchimici, che ormai lavorano essenzialmente materiale greggio d'importazione, hanno influito ben poco nel creare nuovi posti di lavoro (tra le industrie sorte con capitali non regionali si può anche ricordare lo stabilimento automobilistico FIAT a Termini Imerese, in provincia di Palermo); infine in anni recentissimi si è dilatato oltre misura il comparto dell'edilizia, spesso abusiva, che, poi sottoposta a maggiori controlli, registra una gravissima crisi. In assenza di una coordinata rete di distribuzione interna, è ancora più penalizzante per le aziende siciliane la lontananza dai grandi mercati di acquisto del Nord d'Italia e dell'estero. Le attività manifatturiere sono frantumate in miriadi di imprese che in larga misura producono per il consumo locale. Si annoverano soprattutto oleifici, pastifici, conservifici delle verdure e del pesce, piccole aziende enologiche, tessili e meccaniche.
La regione è dotata di buoni porti, soprattutto nel nord e nell'est, col triangolo Palermo-Messina-Catania; le comunicazioni nazionali e ancor più quelle internazionali richiederebbero tuttavia un forte potenziamento. Quasi tutto il traffico si incanala attraverso lo stretto di Messina, sulla Messina-Reggio Calabria, ma i servizi di navi-traghetto sono insufficienti, in particolare d'estate. Per ovviare alle difficoltà di comunicazione, da tempo viene riproposta l'idea di costruire un ponte sullo stretto (o una galleria sottomarina), con molteplici varianti di progetti. Il porto più attivo è quello di Augusta, presso Siracusa, adibito però quasi esclusivamente al movimento petrolifero.
Le vie di comunicazione terrestri sono tali da accentuare la scissione tra la Sicilia costiera e quella interna. Le linee ferroviarie principali sono la Palermo-Messina, la Messina-Siracusa e, diagonalmente, la Palermo-Catania. Delle autostrade, la Palermo-Catania (che poi si raccorda con la Catania-Messina) tocca Enna e cerca di vitalizzare le aree interne, mentre il tronco Palermo-Mazara del Vallo è al servizio della piccola "capitale" peschereccia dell'isola, che è altresì il punto di arrivo del gasdotto dall'Algeria. Non sono invece ancora state completate la litoranea tirrenica Palermo-Messina, iniziata da decenni, il che tra l'altro penalizza fortemente il turismo, e l' autostrada Catania-Siracusa. Si auspica inoltre, soprattutto, il collegamento con la costa meridionale. La regione dispone di tre aeroporti: quello di Catania-Fontanarossa, che è il più movimentato, quello di Palermo-Punta Raisi e quello di Trapani-Birgi.
La Sicilia si è sempre collocata tra le più popolose regioni d'Italia; tradizionalmente al terzo posto, dopo la Lombardia e la Campania, è oggi superata anche dal Lazio, ma di poco. L'isola ha conosciuto epiche emigrazioni alla fine dell'Ottocento e ai primi del Novecento verso le Americhe; esse sono riprese, con altre direzioni, nel periodo 1951-1971, quando il fenomeno migratorio ha interessato un milione circa di abitanti, cioè un quinto della popolazione; ora i flussi si sono in pratica esauriti, mentre la Sicilia ha ancora un tasso di natalità tra i più elevati d'Italia
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