Home   Aggiungi   Nuovi   I più cliccati   I più votati   Link a Random 

 

 

 

 

 
Puglia
 

Regione Puglia Turismo

Il Gargano



Vieste S.Giovanni Rotondo Manfredonia Margherita di Savoia
gargano
           


La provincia di Foggia, detta - La "Capitanata" dal titolo dei "Catapano" che nel primo Medioevo la governò in nome dell'imperatore di Bisanzio, o anche la "Daunia" dal più antico nome del popolo illirico stanziatosi nell'alta Apulia, è la più settentrionale della Regione e comprende tre zone - il Tavoliere, il Sub Appennino e il Gargano - armonicamente fuse, ricche di attrattive paesistiche, monumentali, archeologiche, folcloristiche. Per la varietà dei paesaggi e dei richiami d'arte e di storia può essere considerata una "piccola Italia", felice compendio delle bellezze del nostro Paese. Foto Gargano
Il "Tavoliere delle Pugile" è la zona centrale, la pianura sconfinata dove, una volta, scendevano le greggi dei pastori d'Abruzzo, poi trasformata da Gioacchino Murat in un immenso granaio ed ora in via di profondo rinnovamento agricolo e industriale: un vastissimo tappeto verde a primavera, qua e là chiazzato dal rosso dei papaveri. Nel mezzo vi sorge Foggia, millenaria e moderna, importante nodo ferroviario e stradale tra il Nord e il Sud d'Italia e tra i versanti del Tirreno e dell'Adriatico. Vestigia dell'antica storia sono visibili nella Cattedrale fatta erigere da Roberto il Guiscardo intorno al Mille, nel resti archeologia sul Lido di Siponto e altrove. Ma oggi (a città e la provincia sono fervide di vita, di commerci, di iniziative, d'imprese. Il Sub Appennino Dauno s'innalza sul bordo della pianura opposta al Gargano verso le alte cime dei monti dell'irpinia e del Molise. Adagiati nella cornice dei boschi, negli altipiani e nelle valli sono i borghi e le antiche città pugliesi: la nobile Lucera con la splendida fortezza sveva-angioina, Troia con la superba Cattedrale dalle porte di bronzo capricciosamente scolpite e il bel rosone della facciata di stile romanico-pugliese che unisce il bizantino all'arabo e al toscano, Bovino con la Cattedrale e il romantico Castello Ducale.
Foto Gargano La grande bellezza della Daunia è il promontorio montuoso del Gargano, detto lo « sperone » dello - Stivale d'Italia ., che nella buona stagione offre un paesaggio dolce e fiorito, coi bianchi fiori dei mandorli e i gruppi degli olivi verde-cupo sulla roccia. Le macchie scure degli alberi i bianchi villaggi e le spiagge bionde di finissima sabbia, con le piccole rade sul litorale, paiono baciati dal sole. Percorrere il Gargano scrive Riccardo Bacchelli - è « un continuo incanto, un rapimento soave ».
La Foresta Umbra che fascia il promontorio coi faggi immensi e i pini ombrosi, con gli aranceti odorosi inei giardini di Rodi, le tenui rive e gli alti scogli immersi nell'Adrìatico, formano il fascino del Gargano. I segni di una remota civiltà di tradizioni, di costumi, di usanze sono vivi e presenti nella bianca città di Vieste, a San Menaio, a Peschici, a Mattinata, a Rodi Garganico, nel Golfo di Manfredonia sino a Margherita di Savoia e alle Isole Tremiti. Sulla costa marina ai margini del Gargano, si stendono solitari i laghi di Lesina e di Varano, ridenti di orti e giardini. Un indubbio richiamo turistico è costituito dai sentimento reIigioso che è proprio della natura e del carattere degli abitanti. A Monte Sant'Angelo sul Gargano sorge la Basilica di San Michele Arcangelo che nel Medio Evo fu la meta più famosa di pellegrinaggio, ancor oggi frequenti. Qui, s'inginocchiarono re e papi, San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena, San Tommaso d'Aquino e i Crociati in procinto di parlare per la Terra Santa. Meta di peillegrinaggi: è anche il Convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, dove aleggia il grande spirito di Padre Pio. Sono pure frequentati dai pellegrini e dai turisti il Convento di San Matteo e quello di Santa Maria di Stignano nei ;pressi di San Marco in Lamia, il Santuario dell'incoronata alle porte di Foggia, il Santuario di Valle Verde presso Bovino.
Al turista che visita la Puglia non può essere trascurata la gita alle isole Tremiti, che punteggiano il mare verde e luminoso. Nell'isola di San Nicola si erge l'antica Abbazia fortezza benedettina che battagliò, per secoli, contro i pirati e i saraceni: nella Chiesa di Santa Maria si ammirano il bel portale, il pavimento a mosaico, un prezioso polittico ligneo del secolo XV, l'antico Crocifisso e si possono visitare le vecchie celle dei frati. L'isola di San Domino chiomata dai pini, ha suggestive calette, bellissime rive a strapiombo sul mare e pittoresche grotte: del Bue Marino, delle Viole, delle Rondinelle. Foto Gargano
Da Manfredonia, dalla primavera all'autunno, è possibile raggiungere tutti i giorni l'arcipelago con la motonave di linea. Le Tremiti sono il paradiso dei cacciatori e pescatori subacquei per la limpidità delle acque e la profondità e ricchezza dei fondali. Tutto il Comprensorio può essere visitato percorrendo agevoli itinerari su ampie strade panoramiche. li Gargano e dotato di modernissime attrezzature ricettive - alberghi, villaggi turistici, « camping » - e da una fitta rete di alloggi privati. La gente vi è cortese ed ospitale.

Le Murge



Bari Trani Barletta Conversano Noci Fasano Ostuni Brindisi Mesagne
le murge
           





L'altopiano delle Murge è il nucleo centrale della Puglia tra il Tavoliere e il Salento. Roccioso nella parte elevata, in quella più bassa è coperto di terra fertile e verde, coltivata a orti e giardini, comprende le provincie di Bari e Brindisi.
Il comprensorio è percorso in ogni senso da ottime strade e sulla dorsale è attraversato dalla superstrada che dalla circonvallazione di Bari raggiunge Brindisi e prosegue sino a Lecce e alla penisola Salentina.
Gli aeroporti di Bari e di Brindisi, situati ai limiti del comprensorio, sono dotati di ampie piste e di attrezzature efficienti e consentono i rapidi collegamenti della Puglia con ogni parte del mondo.
Il comprensorio delle Murge è detto anche «dei trulli e delle grotte». Le Grotte di Castellana, a poca distanza dal mare, introducono il turista alla conoscenza della parte più bella e più varia della regione.
Alberobello è il centro più noto della zona dei « trulli »; le case a cono caratterizzano una antica e perfetta civiltà contadina, i cui segni si mostrano più genuini nelle costruzioni sparse tra le campagne di Locorotondo.
Sorge vicino al mare la bianca Ostuni in provincia di Brindisi. L'architettura delle case rispecchia anch'essa, in uno stadio più avanzato, l'antica società patriarcale con le costruzioni civili di Ostuni e di Cisternino e il mirabile esempio di architettura sacra rurale che è la chiesetta di Barsento in agro di Noci.
Il bianco delle case si fonde col verde e il rosso delle campagne e con l'azzurro tenero del cielo, intenso del mare. Questi sono i colori della Puglia.
La Puglia è terra di cattedrali e di castelli: a Bari la Basilica di San Nicola, Cattedrale della stessa Bari, il Duomo di Molfetta, la Cattedrale di Bitonto, di Trani e tante altre.
Dei castelli celeberrimo è Castel del Monte, in vetta ad un'altura sopra lo sfondo della Murgia, eretto da Federico II, che Guido Piovene ha definito «il più bel castello italiano».

La Costa Jonica



Martina Franca
costa jonica
           


Taranto è, per antonomasia, la «città dei due Mari» ed è configurata da due lingue di terra che si protendono nel Golfo come le branchie di un grande crostaceo, secondo una bella immagine di Guido Piovene, senza però toccarsi.
Il tratto di mare tra le due punte è occupato da un'isola, collegata ad esse da ponti. Nell'Isola è la Taranto Vecchia.
In una delle due lingue di terra, dov'era l'antica necropoli, la città nuova, in continua espansione.
Attraverso l'altra punta Taranto comunica con l'entroterra. Oltre ad essere un'importante base navale, anche per l'impulso impressole dagli impianti siderurgici dell'Italsider, la città costituisce uno dei vertici del triangolo industriale della Puglia.

La Città Vecchia è confinata nell'isola ed è ricca di monumenti e di fascino. Una lunga fila di arcate sulla via di Statte è quanto resta dell'Acquedotto Romano.
Attraversato il ponte di Porta Napoli, il forestiero è nel cuore della città antica tra vicoli e viuzze incredibilmente stretti con androni ed archi a tutto sesto, settecenteschi balconi in ferro battuto. Dei monumenti, sono notevoli: il Duomo dedicato a San Cataldo, restituito alle primitive linee romaniche, ma la Facciata è barocca e nell'interno le colonne tratte da antichi templi pagani reggono bellissimi capitelli romani e bizantini; la Chiesa di San Domenico Maggiore con l'alta scalea e il portale gotico su cui spicca un magnifico rosone; l'Oratorio della Trinità, il possente Castello di Ferdinando d'Aragona pare sorgente dal mare e si affaccia, in buona parte, sul Canale Navigabile.

La Città Nuova ha vie larghe e diritte, ampie piazze ed è fervida di movimento e di vita. Le strade mostrano caffè e negozi elegantissimi, lucenti di vetrine.
Lungo il Mar Grande corre lo splendido Lungomare che ha di fronte grandi Palazzi degli Uffici. Il giardino pubblico, dal nome greco «Villa Peripato», invita alle passeggiate e alla contemplazione.
Dalla villa si può dare uno sguardo agli specchi d'acqua del Mar Piccolo dove si coltivano le famose ostriche, mitili e tante altre qualità di pesce e di frutti di mare che sono specialmente graditi ai tarantini tanto che i pasticcieri ammanniscono dolci di marzapane non solo nelle forme di frutti terrestri, come in Sicilia, ma anche di cozze, ostriche, datteri marini, perfettamente imitati.

A Taranto è il più importante Museo Archeologico della Magna Grecia che custodisce reperti provenienti da ogni parte della regione, dalla vicina Lucania e dalla Calabria. Copioso è il materiale fittile: le ceramiche greche si allineano accanto a quelle indigene italiote. Del resto, l'abilità dei pugliesi nel plasmare l'argilla si mantiene immutata nella produzione delle bellissime ceramiche di Grottaglie, ridente cittadina non lontana da Taranto.

Spicca, nel comprensorio del Golfo, Martina Franca, a cavallo tra lo Jonio e l'Adriatico.
Cinta di mura fortificate da dodici torri quadrate ad opera di Filippo d'Angiò, la città è un autentico gioiello d'arte e di bellezza.

Ma è soprattutto lo sfondo naturale di Martina Franca che affascina il turista: la favolosa Valle d'ltria tra Locorotondo e Martina, un'ampia conca sparsa di «trulli» tra vigneti lussureggianti e boschetti di alberi secolari. Non è raro trovare, nei dintorni di Martina Franca, masserie protette da alte muraglie con gruppi di «trulli», spesso costituiti da piu vani (ma ciascun vano ha il suo tetto a cono), cui sovrastano la facciata di una bianca chiesetta agreste e l'ombra di un campanile.

Lungo il litorale del Golfo, le marine di Ginosa, di Leporano, di Pulsano, incantevoli centri balneari con arenili sabbiosi e un mare limpido e pulito.
A Ginosa Marina e a Pulsano sono insediati due attrezzatissimi campeggi internazionali.

Nell'interno, i centri di Castellaneta che diede i natali a Rodolfo Valentino, con una splendida Cattedrale, Mottola, Laterza e specialmente Manduria che con Rudiae, nei pressi di Lecce, fu una delle più importanti città della Dodecadopoli Messapica. Era cinta da tre ordini di mura. I resti delle «mura megalitiche» e la sua vasta necropoli testimoniano l'antichissima nobiltà. Un'ampia strada archeologica corre lungo la cinta fortificata.
Il Duomo è un compendio di varie epoche e stili: dal gotico al rinascimentale e al barocco. L'imponente Palazzo Imperiale settecentesco, è anch'esso ornato da un lungo loggiato in ferro battuto.
Di Massafra, a sedici chilometri da Taranto, caratterizzata dalle profonde «gravine» traforate da grotte, come quella di San Marco, con abituri antichissimi e templi scavati nella roccia, oltre al Castello Angioino e alla «Casa dell'lgumeno», il capo civile e religioso della città bizantina, desta particolare interesse il Santuario della Madonna della Scala, costruito nel fondo di un burrone, al quale si accede scendendo un'ampia gradinata barocca che ricorda quella romana di Trinità dei Monti.

Il Salento

Lecce Otranto S.Cesarea Terme
salento
           

Associazione Apulia

Centro di lingua e cultura italiana in Lecce



Penisola senza sbocchi tra l'Adriatico e lo Jonio, il Salento è la terra più meridionale della Puglia.
Lecce, che ne è il capoluogo, si distingue non solo dal resto della regione ma anche dallo stesso Salento per il suo distacco intellettuale e la sua gentilezza aristocratica.
Capitale del Barocco pugliese, è chiamata la «Firenze del Barocco», che vi ebbe lunga vita tra la fine del secolo XVI e primi del secolo XVIII e vestì chiese e palazzi di capricciosi e fastosi ornamenti senza alterare le preesistenti strutture rinascimentali e perfino romaniche come nella Basilica di Santa Croce, nel contiguo Palazzo del Governo (l'ex Convento dei Celestini), nella Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo.
La città conserva altri monumenti e segni di più antica nobiltà: un Ipogeo messapico del III secolo a.C. nel sottosuolo del giardino di palazzo Palmieri, un Anfiteatro Romano in piazza Sant'Oronzo, resti del Porto di Adriano sulla bellissima spiaggia di San Cataldo, porte e palazzi cinquecenteschi.

Per conoscere il Salento è necessario percorrere due itinerari partendo da Lecce: l'uno lungo la «Riviera azzurra salentina» verso Otranto che prosegue, dopo il Capo, dove l'Adriatico finisce e si fonde con lo Jonio, sino a Leuca; l'altro lungo la «Riviera nirentina» sulla costa jonica verso Nardò sino a Gallipoli.

Otranto è la città degli Ottocento Martiri trucidati dai Turchi di Maometto II nel 1480 durante il «sacco» famoso.

Presso la costa adriatica appare scintillante d'argento lo specchio pescoso dei Laghi Alimini.
Sulla litoranea quasi tutta tagliata nella roccia, si aprono le marine di San Cataldo, San Foca, Otranto, Porto Badisco, Torre dell'Orso, Castro, Santa Cesarea, sino al Capo di Leuca che spartisce i due mari.
Macchie verdi di pinete si alternano agli arenili, agli scogli, alle grotte. A Porto Badisco torna alla memoria il grido di Acate e degli altri compagni di Enea «Italiam, Italiam», al primo apparire del lido italico secondo il racconto virgiliano. A Santa Cesarea le terme naturali hanno larga rinomanza per le loro qualità terapeutiche. Il luogo è pittoresco e ameno. Moderna e ineccepibile vi è l'attrezzatura alberghiera e sanitaria.

Castro è uno dei luoghi più suggestivi del Salento per la sua posizione panoramica e la sua marina.
Nei pressi, le grotte «Romanelli» e «Zinzulusa» sono di grande importanza paleontologica e turistica. Di non minore interesse l'«Abisso», profondo e misterioso, presso Porto Badisco e la «Grotta del Diavolo» presso Leuca.

Alla punta estrema dello «Stivale d'ltalia» è il Capo di Santa Maria di Leuca col Santuario della Madonna «Finibus Terrae» (ai confini della Terra), meta incessante di pellegrinaggi secondo una leggenda cristiana, il Santuario di Leuca è l'anticamera terrestre del Paradiso.

L'itinerario da Lecce a Gallipoli offre al turista altre bellezze ed altre meraviglie. Una corona di centri balneari e di dolcissime spiagge su un mare ceruleo e limpidissimo punteggia la costa ionica del Salento.
Dopo Nardò, l'antica «Niretum», di origine messapica e poi municipio romano e roccaforte bizantina che conserva un'imponente Cattedrale romanica, si stende la Riviera nirentina, costellata di marine, spiagge, pinete: Santa Caterina di Nardò, Santa Maria al Bagno, caratterizzata dalle «Quattro Colonne», Torre Suda, Torre Vado, Porto Cesareo e Gallipoli.

La bianca città di Gallipoli, tutta circondata dal mare, merita veramente l'appellativo di «bella» che è nell'ètimo greco, per la posizione incantevole, per la singolarità dei suoi monumenti (dal Castello Angioino che dal mare fa buona guardia all'abitato, alla Cattedrale di Sant'Agata e alla Fontana Ellenica), per la bellezza del panorama, lo splendore del Lido, la fervida operosità degli abitanti. Nelle viuzze tortuose del centro e nella candida distesa delle sue case fa presentire l'Oriente. Vestigia d'insediamenti preistorici sono numerose nelle campagne del Salento. «Dolmen» (grandi blocchi di pietra) e «Menhir» (grezze stele tombali) sono visibili in «terra d'Otranto» tra Giuggianello e Minervino di Lecce, a Muro Leccese e nei pressi di Melendugno.

II Salento è facilmente raggiungibile: per ferrovia coi treni rapidi ed espressi da Torino, Milano, Venezia, Trieste, Roma, Napoli fino a Lecce, e quindi con le Ferrovie del Sud Est; per via stradale con l'Autostrada del Sole, la Milano-Bologna-Canosa e la super-strada da Bari a Lecce; per via aerea da Milano e da Roma all'aeroporto di Brindisi (40 km da Lecce).

 

Si affaccia a est sul mar Adriatico, a sud sul mar Ionio e confina con il Molise a nord, la Basilicata e la Campania a ovest. Comprende le province di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto; capoluogo regionale è Bari. Dipende amministrativamente dalla Puglia l'arcipelago delle Tremiti, compreso nella provincia di Foggia.
La Puglia, la romana Apulia (il cui territorio era alquanto diverso da quello attuale), deriva il suo nome dalla popolazione degli apuli, giunti forse dall'altra sponda dell'Adriatico. La parola "Puglia" scomparve poi nell'uso amministrativo; dopo l'unità d'Italia la regione venne chiamata "Puglie" e solo nel censimento del 1921 venne ufficialmente adottata la forma al singolare.
La regione, che ha una superficie di 19.363 km2 e conta 4.091.594 (1997) abitanti, è tra le più estese e popolate d'Italia; anche la densità della popolazione è superiore alla media nazionale (211 abitanti per km2 contro una media di 191).
Paragonabile a una vasta piattaforma protesa verso il Levante, la regione ha una sua unitarietà geografica. Lunga striscia pianeggiante e marittima all'estremità sudorientale d'Italia, la Puglia, oltre ai confini naturali segnati dai suoi mari, si distacca in modo marcato dal resto della costa adriatica grazie alla sporgenza rocciosa del promontorio del Gargano.
Quasi tutta la regione è costituita da rocce calcaree e, come in tutte le aree di questo tipo, sono evidenti i fenomeni del carsismo, sia di superficie sia di profondità. Non solo la monotonia dei dossi collinari è bruscamente interrotta da improvvisi avvallamenti, le gravine (gole dalle pareti pressoché verticali), o da voragini circolari, i puli (cioè cavità a pozzo), ma l'intero territorio è interessato da vaste doline, inghiottitoi, corsi d'acqua sotterranei. Il luogo più spettacolare del carsismo pugliese è rappresentato dalle grotte di Castellana, nelle Murge di Bari, esplorate solo a partire dal 1938 e che sono le più grandiose d'Italia (tra i vari ambienti, si ricordano la grotta Nera, il cavernone dei Monumenti, la caverna del Precipizio, la grotta Bianca ecc.).
La Puglia è una delle regioni d'Italia con più lungo sviluppo costiero (il suo perimetro litoraneo è solo leggermente inferiore, di pochi chilometri, a quello della Calabria): quasi 800 km, con una morfologia molto varia. Il tratto che circonda il Gargano è quasi ovunque alto e roccioso, ma presenta anche un'area pianeggiante in corrispondenza dei laghi costieri di Varano e di Lesina, che un tempo comunicavano con il mare, da cui oggi sono separati da cordoni dunosi.
Il Gargano, che chiude a nord il golfo di Manfredonia, è l'unica rientranza di rilievo della costa adriatica pugliese, che è morfologicamente varia, in ampi tratti bassa e sabbiosa, e in altri movimentata da minute insenature. Nel Salento le pur modeste alture si spingono sino al litorale, dove il capo Santa Maria di Leuca delimita a sud-est la penisola italiana. Sullo Ionio si apre il golfo di Taranto, che alterna anch'esso coste alte e dirupate ad altre basse e sabbiose.
La regione manca di un'organizzata rete idrografica. Ciò dipende sia dall'effettiva scarsità delle precipitazioni, sia dal diffuso carsismo, quindi dalla quasi totale assenza di sorgenti. L'unica area per la quale si possa parlare di una pur modesta rete idrografica è la fascia settentrionale, dove dai monti della Daunia scendono a pettine alcuni corsi d'acqua; tuttavia, già a sud dell'Ofanto, i corsi d'acqua spariscono, poiché le acque si infiltrano in profondità, emergendo talvolta in prossimità della costa, dove un tempo provocavano impaludamenti. Non esistono fiumi di una certa rilevanza che siano interamente pugliesi. A nord il Fortore (88 km) e più a sud l'Ofanto (134 km) nascono dall'Appennino campano e interessano la Puglia solo nel tratto inferiore. Fortissima è l'irregolarità delle loro portate; a piene invernali che possono provocare esondazioni e persino improvvisi cambiamenti di percorso, si contrappongono magre estive tali che i corsi d'acqua non raggiungono nemmeno la foce. Del tutto inadeguato alle attuali richieste idriche è ormai l'acquedotto Pugliese, che attinge le acque principalmente dal fiume Sele, in Campania.
La Puglia è tra le regioni più calde e più aride d'Italia: a Cerignola e a San Severo, entrambi nel Tavoliere, i valori massimi hanno più volte superato i 45 °C. Il clima pugliese viene definito in genere di tipo mediterraneo, caldo e asciutto; ma in vaste aree della regione, e in particolare nel Tavoliere, alle estati torride si contrappongono frequenti inverni rigidi, con valori anche al di sotto dello zero. Sempre nell'area di Cerignola si sono registrate differenze termiche, tra estate e inverno, persino di 50 °C. Come è naturale, nella fascia costiera il mare esercita un'azione mitigatrice, quindi si hanno inverni meno rigidi ed estati meno calde. Tra le non molte riserve la più vasta e famosa è la Foresta Umbra, cioè "ombrosa", nell'ambiente sommitale e più piovoso del Gargano, dalla fitta e lussureggiante vegetazione, formata in prevalenza da faggi ma ricca anche di altre specie, come i tassi e i lecci. Si ricordano, al di fuori dell'area del Gargano (dove sono in parte protette le dune del lago di Varano), la riserva dell'ambiente salmastro di Margherita di Savoia, all'estremità meridionale del golfo di Manfredonia (qui la Puglia ha le più vaste saline d'Italia) e il bosco di Tricase, nel Salento, con un bel querceto. Vedi anche Parco nazionale del Gargano. La regione ha un'economia che la differenzia sensibilmente dal resto del Mezzogiorno italiano e che, per le sue caratteristiche generali e per il dinamismo, partecipa della condizione propria delle altre regioni adriatiche. Tuttavia, anche se il reddito per abitante è lievemente superiore alla media del Mezzogiorno, raggiunge appena il 75% della media nazionale. Il settore agricolo rappresenta la principale risorsa primaria e dà lavoro al 18% della popolazione attiva.
L'agricoltura pugliese ha iniziato una fase di modernizzazione con la riforma fondiaria degli anni Cinquanta, che ha decretato la fine o almeno la riduzione del latifondo. La scarsa produttività di queste terre era pari, un tempo, alla miseria dei braccianti. Il Tavoliere, ad esempio, che oggi è la zona più ricca dal punto di vista agricolo, era stato quasi essenzialmente adibito a libero pascolo per la transumanza invernale delle greggi che scendevano dai monti dell'Abruzzo e del Molise, seguendo antiche piste (tratturi). Per contro, nelle pianure costiere, orlate da dune sabbiose, si erano formate paludi malariche. La distribuzione di numerosi comprensori ai coltivatori diretti e nello stesso tempo la nascita di vaste aziende, con alta specializzazione delle colture, soprattutto nelle fasce litoranee bonificate, hanno trasformato il paesaggio di intere zone. Rimane molto alto, più del doppio della media nazionale, il numero degli addetti al settore agricolo, ma si è dimezzato rispetto ai valori che si registravano ancora attorno al 1975.
Il dato più importante dell'economia pugliese è proprio l'elevato apporto dell'agricoltura alla formazione del reddito nazionale: la regione è abitata da circa il 7% della popolazione italiana, ma il valore della sua produzione agricola supera il 10%. E probabilmente si potrebbe ottenere un valore ancora maggiore dopo aver risolto il problema della insufficiente irrigazione di tanti terreni. La specializzazione delle aree colturali è la norma: frumento, come sempre, nel Tavoliere, olivi nelle colline delle Murge e del Salento, vigneti nell'entroterra di Bari, la cosiddetta Terra di Bari, e nello stesso Tavoliere, mentre nell'arco ionico del golfo di Taranto prevale l'orticoltura. La Puglia è, dopo l'Emilia-Romagna, la principale produttrice di frumento in Italia (oltre 10 milioni di quintali annui). Più del 20% delle aree destinate in Italia alle colture legnose si trova in Puglia; la regione fornisce quasi un quarto della produzione nazionale di uva (che, pur essendo destinata ampiamente al consumo, consente il primato alla regione per quantità di vino prodotto), più di metà sia di olive raccolte sia di olio prodotto. Quanto al settore orticolo, detiene quasi metà della produzione nazionale di pomodori, nonché il primato per insalata, peperoni, sedano, finocchi, cavolfiori, piselli. Buoni redditi provengono inoltre dalla pesca, di antica tradizione in tutta la fascia adriatica, che conta numerosi centri forniti anche di industrie conserviere, come Manfredonia, Gallipoli e Monopoli (in provincia di Bari). Per quantitativo di pescato la Puglia è preceduta solo dalla Sicilia. Nel golfo di Taranto, e precisamente nel cosiddetto mar Piccolo di Taranto, è invece fiorente l'allevamento di mitili e ostriche.
Come in tutto il Mezzogiorno (nonché nel Lazio), il settore dei servizi dipende in modo determinante, per reddito prodotto e numero di occupati, dalla pubblica amministrazione. Tuttavia la Puglia può anche contare su un'antica vocazione commerciale, ufficialmente consacrata dal 1930 con le annuali esposizioni merceologiche della Fiera del Levante di Bari. In tutte le attività terziarie, anche del terziario avanzato (bancario, assicurativo, di ricerca e sviluppo, informazione, istruzione superiore), il capoluogo regionale prevale sulle altre città, più di quanto non indichi il dato dell'entità della sua popolazione. Il turismo non ha ancora trovato modo di affermarsi pienamente (ad esempio il turismo d'arte, di cui la regione è invece assai ricca, soprattutto per l'architettura romanica e barocca) e comunque resta estraneo ai grandi flussi internazionali. Le località più note sono, per il turismo estivo e balneare, le isole Tremiti e i centri del Gargano (tra cui Peschici, Pugnochiuso, Mattinata, Rodi Garganico, Vieste). Frequentati centri di pellegrinaggio sono Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo. Altri richiami turistici sono rappresentati dalle località di interesse naturalistico, come le grotte di Castellana, dai centri storici e monumentali (come Ostuni, Monopoli, Trani, i nuclei storici di Lecce, Taranto ecc.) e dalle Murge, le zone dei "trulli", le antiche abitazioni di pietra, con la copertura a forma di cono: i trulli meglio conservati sono quelli di Alberobello, in provincia di Bari.
Nel complesso, la regione è caratterizzata dall'elevata presenza di vita urbana, o comunque di centri piuttosto popolosi; sono invece in pratica assenti i villaggi e i piccoli paesi e, ancor oggi, in certe zone, gli abitati sparsi: in provincia di Foggia (la città conta 155.000 abitanti) più di un quarto della popolazione risiede nel capoluogo, in provincia di Taranto (la città ha circa 214.000 abitanti) quasi la metà. Sono queste, dopo Bari, le città più popolate della Puglia. Tra i molti altri centri di rilievo si annoverano, tutti con oltre 50.000 abitanti e in parte già menzionati, Altamura, Barletta, Molfetta e Trani (in provincia di Bari), Cerignola, Manfredonia e San Severo (in provincia di Foggia).