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Regione
Molise Turismo
Regione amministrativa
dell'Italia meridionale. Affacciata per breve tratto a nord-est sul mare
Adriatico, confina a nord-ovest con l'Abruzzo, a ovest con il Lazio, a sud
con la Campania, a est con la Puglia. È ripartita nelle province di
Campobasso e di Isernia; il capoluogo regionale è Campobasso. La regione
corrisponde a grandi linee all'antico Sannio, la terra abitata dai sanniti,
entrati in contatto con i romani nel VI secolo a.C. L'odierna denominazione,
che è di epoca medievale, corrisponde a quella di un piccolo centro
fortificato, situato in prossimità di Campobasso; comunque, tra l'XI e il
XII secolo, il ducato del Molise era già solidamente attestato.
Il Molise, che si estende per 4438 km2 e conta 330.169 abitanti (1997), è
la più piccola e la meno popolata regione d'Italia, dopo la Valle d'Aosta.
Ha confini perlopiù convenzionali: i limiti fisici poggiano su un tratto
del fiume Trigno, a ovest, e del fiume Fortore, a est, e su alcuni massicci
degli Appennini, a sud. Divenne regione autonoma nel 1963, anno in cui si
divise dall'Abruzzo: è dunque la regione italiana di più recente
istituzione.
GEOGRAFIA FISICA
Morfologia. Il territorio del
Molise si stende dalla costa adriatica al crinale dell'Appennino
, spingendosi per buon tratto anche sul versante tirrenico della catena, in
quanto comprende gli alti bacini imbriferi del Volturno e del Tammaro. I
suoi confini sono in buona parte artificiali, dovuti per lo più a complesse
vicende feudali e amministrative; limiti non convenzionali sono i corsi del
Trigno e del Fortore, che segnano buona parte del confine rispettivamente
con l'Abruzzo e con la Puglia, e i massicci calcarei della Meta, delle
Mainarde e del Matese, divisi amministrativamente con il Lazio e la
Campania. I rilievi appenninici presentano l'orientamento generale
dell'Appennino Abruzzese, offrendo però un andamento piuttosto irregolare.
Procedendo verso l'Adriatico, al movimentato paesaggio montuoso
dell'Appennino vero e proprio succedono le ondulazioni subappenniniche, dai
profili soggetti a frequenti fenomeni di erosione. Il paesaggio collinare si
attenua a mano a mano che ci si avvicina al mare e trapassa gradualmente
alla cimosa litoranea, chiusa da una costa non di rado alta e pittoresca ma
importuosa.
Clima. A causa delle
rilevanti differenze ambientali tra la fascia costiera e i rilievi
dell'interno, il clima molisano presenta una gamma assai varia di
caratteristiche, da quelle tipicamente marittime del litorale (modeste
escursioni termiche, temperature miti, scarse precipitazioni) a quelle
continentali dell'interno montuoso (notevoli differenze termiche, intense
precipitazioni atmosferiche, anche a carattere nevoso).
Idrografia. L'unico fra i
maggiori fiumi molisani che scorra interamente nel territorio regionale è
il Biferno , che sfocia
nell'Adriatico fra Termoli e Campomarino. All'Adriatico scendono il Trigno e
il Fortore, che scorrono per lungo tratto, come si è detto prima, al limite
del territorio regionale. Sul versante tirrenico scendono invece il Volturno
e il Tammaro, che interessano la regione molisana solo col settore superiore
del loro bacino imbrifero. Tutti i corsi d'acqua hanno un regime
torrentizio.
Il
territorio, la cui forma ricorda un rettangolo irregolare, che dall'Appennino
si spinge verso nord al mar Adriatico, è in prevalenza montuoso (per il
55,4%) e per il resto collinare. La zona montana non forma una sezione
appenninica a sé stante: include a nord il tratto più meridionale
dell'Appennino abruzzese (monti della Meta, che culminano nel monte Petroso,
2247 m), a sud quello più settentrionale dell'Appennino campano (massiccio
del Matese, che raggiunge i 2050 m nel monte Miletto), entrambi aspri e
dirupati. Tuttavia, se si eccettuano pochi rilievi confinari, in genere la
morfologia della montagna molisana è meno rude e imponente di quella del
vicino Abruzzo: le vette si mantengono sui 1000-1500 m e hanno profili
arrotondati.
Sono peraltro pochi i valichi agevoli e l'isolamento è stato nella storia una
costante regionale. A nord la Bocca di Forlì, indicata come limite
convenzionale tra l'Appennino centrale e quello meridionale, è situata a 998
m di quota; scende invece a soli 515 m la Sella Vinchiaturo, che raccorda il
Molise con la Campania. Ai rilievi appenninici segue una vasta fascia di
colline argillose, dall'andamento irregolare, soggette a frane e incise da
profonde erosioni del terreno, i calanchi. Le colline si spingono sin quasi
alla costa, che è bassa e priva di porti.
L'idrografia è scarsa. Tra i fiumi, oltre ai già citati Trigno (84 km),
Fortore (86 km) e Volturno (175 km), di cui è molisano solo il tratto
superiore e che ben presto entra in Campania, tributando quindi al mar
Tirreno, si ricorda il Biferno, che è il principale. Il fiume scende dai
monti del Matese, scorre per 93 km interamente in territorio molisano, è
immissario ed emissario del lago di Guardialfiera e forma la valle più ampia
della regione. Uno sbarramento sul Fortore ha originato il bacino artificiale
di Occhito (12 km2), in parte però in territorio pugliese. Tutti i corsi
d'acqua hanno regime torrentizio, con piene invernali e marcate magre estive.
ll
clima ha caratteri di continentalità nell'interno, mentre è mite,
mediterraneo, in prossimità della costa. Le precipitazioni, in genere non
molto abbondanti, inferiori ai 1000 mm annui (sui 600-700 nell'area
subappenninica) e in prevalenza invernali, toccano però i 2000 mm sui monti
del Matese; d'inverno, sui rilievi, sono spesso nevose. Le temperature, i cui
minimi si abbassano con il crescere dell'altitudine, hanno un'escursione annua
rilevante: Termoli, pur essendo sul mare, passa da una media invernale di 8 °C
a una estiva di 25 °C; Campobasso, a 701 m di quota, ha una media invernale
di 4 °C e una estiva di 22 °C. Il Molise si colloca tra le ultime regioni
italiane per la percentuale di aree protette, che in pratica corrispondono
alla sezione molisana del parco nazionale d'Abruzzo.
La ridotta densità di popolazione e la scarsa industrializzazione hanno
consentito una certa salvaguardia della vegetazione naturale. Nelle colline
sussiste abbastanza rigogliosa la macchia mediterranea, con arbusti di timo,
rosmarino e lavanda; alle quote più elevate si trovano bei boschi di querce,
faggi, pini e abeti.
Anche la fauna è più ricca che nella maggior parte delle regioni d'Italia;
alcune specie però si sono salvate grazie alla protezione offerta dal parco
nazionale d'Abruzzo. La regione ospita lupi, volpi, lepri, scoiattoli, camosci
e, più rari, gatti selvatici; tra gli uccelli numerosi sono i rapaci.
La
regione, pur non essendo economicamente tra le più arretrate d'Italia,
rientra nel novero delle aree depresse del Sud peninsulare, povero di attività
industriali, con elevata disoccupazione, scarsità di risorse e di iniziative.
Le tradizionali attività (agricoltura e pastorizia) assorbono ancora il 18%
della forza lavoro, cioè più del doppio della media nazionale. In epoche
recenti esse sono state in parte sostituite da attività terziarie, però
generalmente poco redditizie (predomina nettamente l'amministrazione pubblica,
legata all'istituzione prima della regione del Molise e successivamente, nel
1971, della provincia di Isernia), sostenute dallo Stato. Poco sviluppato è
anche il turismo.
I terreni, montuosi, collinari e aridi, sono occupati dall'agricoltura, che
però ha rese scarse. Generalmente organizzata in aziende di modeste
dimensioni, è quindi scarsamente meccanizzata e razionalizzata. Si può
ancora parlare, per una larga parte della regione, di agricoltura di
sussistenza, praticata quasi unicamente da donne e anziani. Circa metà della
popolazione giovanile è senza lavoro. Le principali colture sono quelle dei
cereali (frumento in prevalenza) e dell'olivo, oltre a quelle orticole. Ormai
ridotta è un'altra tipica attività locale, addirittura millenaria,
l'allevamento ovino.
L'industria,
avviata solo negli anni Settanta, ha il suo punto di relativa forza nello
stabilimento automobilistico FIAT di Termoli, creato grazie all'appoggio
statale; per il resto è rappresentata da piccole industrie, alcune delle
quali legate alle locali tradizioni artigianali. L'edilizia e l'artigianato
(che produce per il consumo locale) prevalgono sulle attività manifatturiere
(predominano quelle alimentari, con pastifici e oleifici, quelle tessili e
dell'abbigliamento, e i mobilifici).
Le bellezze naturali potrebbero costituire delle buone risorse turistiche, sia
montane che marittime, rimaste sino a oggi poco o per nulla utilizzate. Si
hanno centri di sport invernali a Capracotta, presso Isernia, e soprattutto a
Campitello Matese, cui si aggiungono, sulla costa, alcune località balneari,
come Termoli. Il Molise è forse la regione italiana che rimane più estranea
ai grandi movimenti turistici di cui beneficia la penisola, ed è l'unica
nella quale non vi siano stati consistenti investimenti in questo settore.
Sulla povertà dell'attività turistica incide l'insufficienza delle vie di
comunicazione, poche e frammentate. Alcune zone interne sono tuttora di
difficile accesso. L'unica area favorita dalle comunicazioni è quella
costiera. Vi passano sia la linea ferroviaria che collega il Molise alla
Puglia e al Nord d'Italia (da cui si diparte un tronco secondario che collega
Termoli con Campobasso, mentre un'altra diramazione dal capoluogo regionale
porta a Isernia), sia la strada e l'autostrada adriatica.
Con
75 abitanti per km2 (molto meno della metà della media nazionale), il Molise
è tra le regioni meno densamente popolate; nell'Italia meridionale solo la
Basilicata ha una densità inferiore. In valori assoluti il numero degli
abitanti è sceso dai 400.000 circa del 1971 agli attuali 331.683. Un dato
ancora più significativo è che, mentre dall'unità d'Italia (1861) a oggi il
numero degli italiani è più che raddoppiato, quello dei molisani è
diminuito (c'erano circa 355.000 abitanti nel 1861). È sempre rilevante
l'emigrazione, diretta in particolare a Roma; le zone di montagna e di alta
collina sono ormai fortemente spopolate. Una buona parte della popolazione si
concentra nei due capoluoghi regionali, Campobasso (che conta poco più di
51.888 abitanti) e Isernia, nonché a Termoli (in provincia di Campobasso);
quest'ultimo centro, scalo portuale sull'Adriatico, nodo di comunicazioni
stradali e ferroviarie, e sede di moderne industrie, ha anzi qualche migliaio
di abitanti più di Isernia, che supera di poco i 21.000 e che è fortemente
svantaggiata dalla posizione isolata in un'area montana. Qui, e nella stessa
fascia collinare, l'insediamento caratteristico è rappresentato, come in
tutto il Sud italiano, dai centri ammassati e arroccati sulle alture. Ciò
favorisce l'isolamento e costituisce un fattore negativo ai fini di una più
moderna ed efficiente organizzazione del territorio, con effetti sulla vita
sociale e sull'economia.
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