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Regione
Lombardia Turismo
Confina con la Svizzera a nord ed è delimitata
dal Piemonte a ovest, dal Trentino-Alto Adige e dal Veneto a est e dall'Emilia-Romagna
a sud. È ripartita nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco,
Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese; il capoluogo regionale è
Milano. Deriva il suo nome dal popolo germanico dei longobardi, che la
occuparono nel VI secolo d.C.
La Lombardia, che si estende per 23.861 km2 e conta 8.974.178 abitanti (1997),
è la più popolata regione italiana. I suoi confini si appoggiano per lunghi
tratti a elementi fisici: a settentrione corrispondono ampiamente allo
spartiacque delle Alpi; a sud al fiume Po, fatta eccezione per la parte
sudoccidentale della regione, l'Oltrepò Pavese, che si estende a sud del
fiume, e per la parte sudorientale, che corrisponde alla zona più meridionale
della provincia di Mantova, anche questa a sud del Po; a ovest i confini sono
rappresentati dal Lago Maggiore (in parte anche compreso nel Piemonte e nella
Svizzera) e dal fiume Ticino; a est dal lago di Garda (che divide con il
Trentino-Alto Adige e il Veneto) e dal fiume Mincio.La Lombardia è la quarta
regione d'Italia per superficie, dopo la Sicilia, il Piemonte e la Sardegna, e
ha una struttura morfologica relativamente semplice. La parte settentrionale
è essenzialmente montuosa (più del 40% del territorio regionale è occupato
da montagne) e comprende la sezione centrale delle Alpi (Alpi Lepontine e
Retiche), culminante nel massiccio del Bernina (4050 m), ma con molti altri
imponenti massicci, tra cui il Disgrazia (3678 m), al limite con la Svizzera,
l'Adamello (3554 m) e l'Ortles-Cevedale (3899 m), al confine con il
Trentino-Alto Adige. Alle Alpi fanno seguito a sud la fascia centrale delle
Prealpi e, più ancora a sud, quella delle colline (Brianza, Varesotto ecc.).
La restante metà meridionale della regione è pianeggiante (oltre il 47% del
territorio regionale è occupato dalla pianura) e si estende nel tratto
centrale della Pianura Padana, a eccezione della parte sudoccidentale, cioè
l'Oltrepò Pavese, dove si spingono i rilievi dell'Appennino emiliano (vedi
Appennini), che in territorio lombardo toccano i 1724 m con la vetta del monte
Lesima.re avuto grande importanza nello sviluppo della regione, poiché ne
hanno facilitato le comunicazioni, sia regionali sia internazionali.La
Lombardia è probabilmente la regione italiana più ricca di acque di
superficie. Dalle Alpi e dalle Prealpi scendono a solcare il territorio
numerosi fiumi, affluenti e subaffluenti del Po. Tra i principali, oltre ai già
ricordati Ticino (è il settimo fiume d'Italia per sviluppo, 248 km di
lunghezza, e per superficie del bacino, 7228 km2) e Mincio (194 km), si
annoverano l'Adda (il quarto fiume d'Italia per lunghezza: 313 km), arricchito
dal Brembo e dal Serio, e l'Oglio (quinto fiume d'Italia: 280 km), cui
tributano il Mella e il Chiese. Alimentati dalle precipitazioni nevose e
piovose, i fiumi lombardi hanno portate consistenti e regimi relativamente
costanti. L'abbondanza di acque è sempre stata un fattore determinante
nell'economia regionale, grazie anche alla fitta rete di canali, alcuni dei
quali navigabili, realizzati soprattutto per regolamentare le acque fluviali e
irrigare le coltivazioni. Tra i principali si ricordano il Naviglio Grande e
il Naviglio della Martesana, che collegano rispettivamente il Ticino e l'Adda
con Milano, e il Canale Villoresi, che raccorda i due fiumi.
GEOGRAFIA FISICA
Territorio. La Lombardìa si
estende dallo spartiacque alpino al Po
e dall'allineamento Verbano-Ticino a quello Benaco-Mincio. I confini della
circoscrizione amministrativa, però, sono assai meno regolari. A sud-ovest la
Lombardìa comprende la Lomellina,
alla destra del Ticino, e l'Oltrepò Pavese, a sud del Po; a sud-est, in
provincia di Mantova, due fasce pianeggianti alla destra del Po e alla
sinistra del Mincio; a nord-est ne sono escluse le Valli Giudicarie. Ancor più
irregolare e frutto di complesse vicende storiche è il confine settentrionale
con la Svizzera, che lascia a quel Paese il territorio del Canton Ticino; più
a est il confine segue la linea spartiacque tra il Mar Adriatico a sud, il
Mare del Nord e il Mar Nero a nord, lasciando però in territorio elvetico
l'alta Val Bregaglia e la Val di Poschiavo, tributarie del Po tramite l'Adda,
e comprendendo in territorio lombardo le valli di Lei e di Livigno, che
tributano rispettivamente al Mare del Nord tramite il Reno e al Mar Nero
tramite i corsi dell'Inn e del Danubio.
Fascia alpina. La struttura
morfologica del territorio è alquanto semplice nelle sue grandi linee: a nord
si eleva una fascia di alti rilievi montuosi, a cui succede a sud un'ampia
fascia pianeggiante, che costituisce buona parte della sezione centrale della
Padania. Un sistema di solchi vallivi longitudinali alla disposizione della
catena alpina (Val di Corteno, media e bassa Valtellina
) separa i rilievi delle Alpi a nord da quelli prealpini a sud. Rientrano nei
limiti amministrativi della Lombardìa solo una parte piuttosto esigua delle Alpi
Lepontine e un settore assai più esteso delle Alpi
Retiche .
Fascia prealpina e zona pianeggiante.
Della fascia prealpina fanno parte i rilievi della regione compresa tra i
laghi Maggiore e di Como e specialmente la catena delle Alpi
Orobie, profondamente incise da lunghe valli trasversali (Brembana,
Seriana, Camonica, Trompia,
Sabbia). Ai piedi dei rilievi prealpini succede verso sud un sistema
irregolare di basse e molli ondulazioni moreniche. Graduale e spesso
inavvertito è il passaggio dalla fascia collinare all'alta pianura lombarda,
costituita da materiali incoerenti e permeabili e incisa profondamente dai
solchi vallivi dei fiumi che scendono dalle Prealpi. Ancor più graduale è il
passaggio alla bassa pianura impermeabile e ben irrigata, segnato dalla fascia
dei fontanili o risorgive .
Idrografia. Se si escludono le
valli di Lei e di Livigno, l'intero territorio lombardo convoglia le sue acque
al Po , che segna buona parte del
confine amministrativo meridionale. Al Po scendono da sinistra i fiumi Sesia,
Ticino , Lambro,
Adda, Oglio
e Mincio , da destra i torrenti
Scrivia e Staffora e il fiume Secchia. I principali fiumi alpini, e cioè il
Ticino, l'Adda, l'Oglio e inoltre il Mincio, immissario del Lago di Garda con
il nome di Sarca, scendono dalle Alpi lungo tronchi vallivi longitudinali e
trasversali al sistema alpino, alimentano i vasti bacini lacustri prealpini
(rispettivamente il Lago Maggiore o
Verbano, il Lago di Como o Lario, il
Lago d'Iseo o Sebino e il Lago
di Garda o Benaco), che ne regolano il regime idrico, e attraversano
infine la pianura con un corso orientato a sud-est.
Clima. Il clima, di tipo
semicontinentale, presenta notevoli differenze da zona a zona. Le regioni
alpina e prealpina sono abbondantemente irrorate con massimi pluviometrici
superiori ai 3.000 mm e presentano accentuate escursioni termiche giornaliere;
la fascia pedemontana, bene esposta al sole e ventilata, offre le migliori
condizioni climatiche, mentre la pianura presenta caratteristiche tipicamente
continentali con precipitazioni di media entità, prevalentemente primaverili
e autunnali, nebbie persistenti e forti escursioni termiche annue.
GEOGRAFIA UMANA
La Lombardìa è la regione più popolosa fra
quelle italiane; la sua popolazione è di poco inferiore al 16% dell'intera
consistenza demografica nazionale e ha una densità quasi doppia rispetto a
quella media italiana. Lo sviluppo demografico negli ultimi decenni è stato
intenso, determinato in larga misura dai movimenti immigratori da altre
regioni italiane, specialmente dal Meridione. La popolazione si addensa nella
fascia pedemontana e nell'alta pianura, mentre il velo demografico si
assottiglia progressivamente verso la bassa pianura prevalentemente agricola e
assai più bruscamente verso la regione montuosa, scarsamente abitata, entro
la quale però si spingono lunghe e strette strisce di media densità in
corrispondenza delle maggiori vallate alpine.
GEOGRAFIA ECONOMICA
La Lombardia è la regione economicamente più
ricca fra quelle italiane, grazie alla fertilità dei suoi terreni, che hanno
favorito lo sviluppo di un'agricoltura moderna fortemente meccanizzata,
all'eccellente posizione alla convergenza di alcune fra le principali
direttrici dei traffici, nell'ambito della Padania e fra l'Italia
centro-settentrionale e i Paesi d'Oltralpe, e all'intraprendenza dei suoi
abitanti, che hanno approfittato di tale favorevole congiuntura per avviare
per tempo il processo industriale.
Agricoltura e allevamento.
L'agricoltura dà in prevalenza cereali, ortaggi, frutta, uva da vino (Oltrepò
Pavese e Valtellina), ma principalmente foraggi, ottenuti in grande quantità
nella bassa pianura fertile e fittamente irrigata da una rete capillare di
canali d'irrigazione, alimentati da grandi opere di canalizzazione (Naviglio
della Martesana, canale Villoresi, Naviglio Grande). La considerevole
disponibilità di foraggi favorisce l'allevamento bovino e conseguentemente
l'industria casearia, i cui sottoprodotti danno vita a un rilevante
allevamento suino.
Industria. L'industria è
fiorente in ogni settore, particolarmente in quello metalmeccanico, nella
siderurgia, sviluppata in prevalenza a Milano, Sesto San Giovanni, Dalmine e
Lovere; nel settore tessile (Legnano,
Gallarate, Busto
Arsizio), che è stato nel secolo scorso la matrice dell'attività
industriale lombarda; in quelli chimico, petrolchimico (Milano, Rho, Cologno
Monzese, Villasanta), alimentare (latticini, dolciumi, olio di semi, birra),
grafico-editoriale (Milano), calzaturiero (Vigevano)
e del mobile (Brianza ).
Parallelamente all'industria una cospicua espansione hanno avuto le attività
commerciali e quelle terziarie (trasporti e servizi), fra le più efficienti
in Italia.
Terziario. Città
prevalentemente commerciale sino alla fine dell'Ottocento, poi città
industriale, dagli inizi del 1980 Milano si afferma come città terziaria,
anche se il tasso di industrializzazione rimane tra i più alti delle città
italiane capoluogo di regione o di provincia. Il fenomeno della
"terziarizzazione" riguarda peraltro anche altre città, come
Bergamo e Brescia, che negli anni Settanta avanzavano nella crescita insieme
con Cremona e Mantova accanto alle tradizionali aree forti di Milano, Varese e
Como. Tutt'altro che trascurabile è l'apporto economico fornito dal movimento
turistico, che ha i suoi punti di forza nelle stazioni di soggiorno lacuale e
montano e nei maggiori centri d'arte e di storia, fra i quali specialmente
Milano e, in minor misura, Bergamo, Pavia e Mantova. Un cenno merita infine la
fitta ed efficiente rete di vie di comunicazione stradale, autostradale e
ferroviaria, che fa di Milano il maggior nodo italiano dei traffici terrestri.
Il clima della regione è perlopiù di tipo semicontinentale, con inverni
rigidi, spesso nebbiosi (gravi problemi, soprattutto a Milano, presenta
l'inquinamento atmosferico determinato dallo smog, la nebbia mista a gas
tossici), ed estati calde e afose; naturalmente un ruolo determinante nelle
temperature ha l'altitudine, via via che si passa dalle zone padane a quelle
alpine. Mentre, ad esempio, a Milano si registrano una media invernale di 1 °C
(ma nel 1838 si registrò un minimo di -17 °C e in anni più recenti si sono
sfiorati i -5 °C) e una media estiva di 21 °C (con massime anche di 38 °C),
i valori scendono nettamente nelle località alpine, nelle quali anche la più
o meno diretta esposizione ai raggi solari svolge un ruolo preminente. La
temperatura di una cittadina come Bormio (in provincia di Sondrio), posta a
1225 m, quota non eccessivamente elevata, scende facilmente, nelle notti
invernali, a -20 °C.
La Lombardia, soprattutto nella bassa pianura, è una delle regioni italiane
che più ha trasformato l'ambiente naturale e sostituito ormai da secoli
l'originaria foresta di latifoglie (querce, tigli, olmi) con specie coltivate;
nell'alta pianura invece vaste aree sono tuttora ricoperte da brughiere, con
robinie, pini silvestri e varie specie erbacee e arbustive. Meglio conservata
è la fascia alpina, che è coperta da bei boschi di pini e abeti. Infine la
mitezza climatica delle sponde dei grandi laghi prealpini consente la crescita
di specie arboree addirittura mediterranee, come l'olivo e i limoni, nonché
splendide fioriture di camelie, oleandri, lecci.
Ormai poverissima è la fauna, anche se occorre fare una distinzione tra zona
di pianura, dove la fauna naturale si può dire assente, e zona di montagna,
meno impoverita (marmotte, scoiattoli, rare colonie di stambecchi, lepri e
galli cedroni). Nelle zone protette, come il parco del Ticino, vi sono
numerose specie di uccelli, anche rari.
La Lombardia ha istituito molti parchi regionali (il più importante, quello
del Ticino, condiviso con il Piemonte, si estende per circa 90.000 ettari) e
include una vasta sezione del parco nazionale dello Stelvio; le aree protette
da parchi e riserve occupano circa il 6% della superficie regionale.
La Lombardia è la più ricca regione d'Italia, non solo perché è la più
industrializzata, ma perché ha una prospera agricoltura e primeggia anche in
tutti i vari rami del settore terziario (o settore dei servizi: commercio,
trasporti, assicurazioni, banche ecc.). Il reddito prodotto dalla regione
rappresenta quasi il 20% di quello nazionale; il reddito annuo per abitante è
di 33 milioni di lire. Si sale poi a oltre il 25% se si considera la
produzione industriale.
L'agricoltura ha valori altissimi di produttività; fornisce infatti il 10%
della produzione italiana, anche se rappresenta solo il 2% del reddito della
regione. È un settore che ha varie specializzazioni, tra le quali spiccano
l'uva da vino nell'Oltrepò Pavese e in Valtellina, e il riso nella Lomellina,
cioè l'area della bassa pianura attorno a Pavia. Si ricordano inoltre la
produzione di barbabietole da zucchero, per la quale la Lombardia è al terzo
posto della scala nazionale, e infine la cerealicoltura, che comprende orzo,
segale e soprattutto mais, di cui la regione vanta la seconda produzione
nazionale. Gran parte del mais è destinato all'allevamento, al cui servizio
opera una larga parte dell'agricoltura.
Nel settore industriale la Lombardia è nettamente al primo posto tra le
regioni italiane, in tutti i principali comparti (tranne quello
automobilistico, che spetta al Piemonte); fornisce più del 25% dei prodotti
industriali italiani e – dato non meno rilevante – gestisce il 40% degli
investimenti nazionali per la ricerca industriale. Mentre la grande industria
lombarda continua a ridurre in modo drastico il proprio numero di addetti, si
accresce il ruolo della piccola industria e di un artigianato moderno e ben
attrezzato.
Tra i settori di base primeggiano il metalmeccanico, il chimico e il tessile,
e ben rappresentate sono la meccanica elettrica ed elettronica, la chimica
fine (coloranti, farmaci), oltre alla già ricordata industria alimentare; nei
settori dei beni di consumo spiccano i cotonifici, i setifici (a Como),
l'industria dei mobili (tipica della Brianza), quella delle calzature (a
Vigevano) e quella tipografico-editoriale, concentrata a Milano, dove tra
l'altro si pubblica uno dei due maggiori quotidiani nazionali, il
"Corriere della Sera", l'unico quotidiano economico, "Il
Sole-24 Ore", nonché il più diffuso giornale sportivo, "La
Gazzetta dello sport"; quasi tutti i capoluoghi di provincia hanno
comunque un proprio quotidiano.
La collocazione geografica e il ruolo di Milano, come sede pressoché
ininterrotta di fiere specializzate in ogni genere di produzione, fanno della
Lombardia il nucleo commerciale d'Italia; la regione raggruppa il 25% dei
centri commerciali, e quanto a supermercati e ipermercati (con una
concentrazione di spazi di vendita di quasi 200 m2 ogni 1000 abitanti) la
posizione è ai massimi livelli mondiali. Ma ancor più conta il fatto che
nella regione si concentrino i servizi altamente specializzati o
"terziario superiore": banche e altri istituti di credito, agenzie
di pubblicità e di relazioni pubbliche, centri di studi informatici e
tecnologici, reti televisive private ecc.
Anche se preceduta dalla Campania quanto a densità di popolazione (373
abitanti per km2 contro 410), con i suoi 8,9 milioni di abitanti la Lombardia
è nettamente la prima regione d'Italia: ospita più di un sesto dell'intera
popolazione italiana, con una densità doppia rispetto a quella nazionale.
Fortissimo è stato l'incremento demografico nel periodo 1951-1971, grazie
soprattutto all'immigrazione dalle regioni meridionali; oggi si assiste, come
in tutto il paese, a una diminuzione della natalità, e gli immigrati vengono
soprattutto dall'estero (nordafricani, albanesi, slavi, asiatici ecc.).
Tuttavia, ancora più ingente delle immigrazioni, sia dalle altre regioni
italiane sia dall'estero, è stato il fenomeno dell'urbanizzazione, cioè
dello spostamento di popolazione dalle campagne alle città. Oggi però si
assiste a un certo riflusso, che non riguarda soltanto gli spostamenti dalle
grandi città a quelle medio-piccole, ma che interessa anche le campagne e i
piccoli centri compresi in un ampio raggio intorno a Milano e alle altre città
(soprattutto le più popolose dell'alta pianura): è il fenomeno della
cosiddetta "città diffusa" (ma lo si può anche, inversamente,
definire della "campagna urbanizzata", non diverso da quello che si
verifica o si è già verificato in altri paesi a elevata urbanizzazione), che
va creando in Lombardia un'organizzazione territoriale inedita.
Dopo Milano, le altre principali città lombarde sono Bergamo e Brescia,
quest'ultima con circa 200.000 abitanti (le loro province unite si aggirano
sui 2 milioni di abitanti). Nessun altro capoluogo di provincia tocca i
100.000 abitanti (Sondrio ne ha addirittura poco più di 20.000), ma nell'area
attorno a Milano, per il già ricordato "processo di slittamento",
alcune città hanno enormemente aumentato la loro popolazione e la loro
importanza economica, come Monza (120.000 abitanti), Sesto San Giovanni e
Cinisello Balsamo, entrambe sugli 80.000 abitanti.
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