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Diamante
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Isola di Dino
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Cetraro
La Costiera Calabra inizia con Praia
a Mare, divisa dalla vicina Basilicata solo dalla fiumara di Castrocucco che
d… il nome anche ad un grappolo di case. La Costa tirrenica si presenta per
buona parte con ampie spiagge: sperro per• diventa frastagliata, si aprono in
essa molte grotte a pelo d'acqua e si arricchisce di piccole insenature
raggiungibili solo dal mare.
Lungo le coste dal Tirreno allo
Ionio.
Riviera dei Cedri, Costa Viola, Costa dei Gelsomini, nomi indubbiamente
suggestivi per definire i litorali di una terra che ha trovato una giusta
dimensione nell'industria turistica.
Il mare incontaminato, le lunghe
spiagge, i tramonti dalle mille sfumature, i monumenti, i manufatti artigianali
ed i caratteristici "murales" che colorano l'intero paese ...
Diamante
si propone al visitatore con un numero incredibile di alternative, racchiuse in
una splendida cornice di straordinarie bellezze naturali.
Anche qui prospera la coltivazione del cedro, che in virtu' della terra "ligumusa",
ovvero impura perche' piena di pietre portate dai fiumi, garantisce un'ottima
produzione di essenze, liquori, canditi.
La Calabria, in ogni caso, non la si può godere attraverso una descrizione sia
essa molto sommaria, come la nostra, sia essa più lunga. La Calabria va
vissuta. Va vissuta nelle sue tradizioni, nel suo modo d'essere; un modo
d'essere che spesso sgomenta perché non corrisponde per niente, nella sua
globalità, alle frasi fatte con cui viene definita. La Calabria è sopratutto
un immenso bene ambientale paesaggistico e culturale per l'Italia e per il
mondo.
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ISOLA DI DINO
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L'Isola di Dino a 5 minuti
dalla costa con un perimetro di circa 4 Km, le cui pareti scoscese terminano in
una serie di grotte.
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CETRARO - PORTO
TURISTICO
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Cetraro e' un centro
commerciale che dispone di un porto per l'ormeggio dei pescherecci e le
imbarcazioni turistiche. Dal punto di vista artistico segnaliamo il Portale e i
Resti del chiostro gotici che caratterizzano la Chiesa del Ritiro, che possiede
opere del Cinquecento. Famosa per la produzione dei cedri, l'olio d'oliva e gli
asparagi.
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San Nicola Arcella
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Cirella
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Paola
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San Nicola
Arcella situato a picco sul mare in
prossimita' del Capo Scalea. Segnaliamo avanzi di due torri facenti
parte del sistema difensivo del XVI secolo.
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Cirella e' un centro turistico-balneare su un promontorio
roccioso. Opere sculturee medievali e busto ligneo del Cinquecento nella
parrocchiale. Interessante e' il complesso di rovine su un colle (140 m)
del territorio del Comune di Diamante. L'antico borgo di Cirella Vecchia
fu distrutto dalla flotta francese nel 1806: sorgeva presso il luogo di
una colonia di Sibari distrutta da Annibale (necropoli e tempietto
romano). Vi sono numerose case senza tetto, gli avanzi del castello e
delle torri quadrate, i resti di una chiesa con tracce di affreschi
quattrocenteschi, di un convento e di altri edifici.
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PAOLA
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Paola sorge
su un terrazzo delle prime pendici montuose e sulla sottostante cimosa
litoranea. Di probabile origine Enotria, fu feudo di varie famiglie fra cui gli
Spinelli che lo tennero dal 1495 al 1806. E' citta' dalla fine del Cinquecento.
Il Santuario di San Francesco
e' un vasto complesso rinascimentale e barocco con chiesa (ricco interno),
chiostro dei sec. XV e XVI con affreschi coevi e il fabbricato settecentesco
della biblioteca. D'interesse e' il complesso barocco costituito dalla porta di
San Francesco, dalla facciata della chiesa della Madonna di Montevergine e
dall'antistante fontana. Il 2 Aprile e' tradizione festeggiare San Francesco da
Paola con una processione in mare.
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Lago Angitola
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Pizzo
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Briatico
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LAGO ANGITOLA
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Il Lago Angitala e' Parco Naturale protetto dal WWF ed iscritto nella
Convenzione di Ramsar come zona umida. Molte specie in via di estinzione trovano
riparo in questo splendido luogo.
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PIZZO
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In pittoresca posizione sul declivio digradante verso la costa con le case
marginali poste sul ciglio di una rupe a picco sul mare. Si segnala il Castello
Aragonese del XV sec. dove fu imprigionato e fucilato Gioacchino Murat, statue e
sculture del Cinquecento e pregevoli arredi ed argenteria nella Chiesa
Arcipretale di San Giorgio. Tra le specialita' tonno, uva ed agrumi.
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BRIATICO - TORRE
COSTIERA
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Da vedere sono i ruderi del Castello Medioevale, resti di due Torri del XVI
secolo lungo la spiaggia.
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Tropea
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Capo Vaticano
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Palmi
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TROPEA - S.MARIA
DELL'ISOLA
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Tropea sul promontorio proteso tra il golfo di Sant'Eufemia e quello di
Gioia Tauro. Il nucleo piu' antico dell'abitato si raggruppa su una rupe
arenacea. Di origine normanna o secondo alcuni prenormanna e' la cattedrale piu'
volte rimaneggiata, specie dopo il terremoto del 1783, restituita in parte alle
antiche forme dei sec.XI-XII dai restauri del 1926-1929 che hanno rimesso in
luce le arcate e le tarsie del fianco sinistro.
La chiesa di Santa Maria
dell'Isola sorge su di uno scoglio unito alla terraferma, le sue origini sono
basiliane e venne rifatta in epoca gotica.
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CAPO VATICANO
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Capo Vaticano suggestivo promontorio da dove si gode la magnifica vista
dell'intero panorama della costa tirrenica calabrese.
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PALMI
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Palmi cittadina commerciale
ed industriale della Piana di Gioia Tauro, su un ripiano costiero in vista del
tirreno. L'abitato, risorto gia' una vota dalle rovine del terremoto del 1783,
ebbe danni anche dai successivi sismi del 1894 e del 1908 ed e' stato
ricostruito con criteri antisismici negli ultimi 70 anni per cui presenta una
planimetria regolare a maglie uniformi di vie aperte e dirette, intercalate da
piazze, quadrate o rettangolari. Da Vedere la Villa Mazzini interessante esempio
di giardino pubblico ornato da busti e monumenti. Colonna romana proveniente da
Taureana in piazza Matteotti. Resti di fortificazioni del '500 e borboniche.
Interessanti, nel Palazzo di citta', il museo calabrese di etnografia e
folclore, il museo di Francesco Cilea (di cui Palmi e' patria), l'antiquarium
(materiale fittile ed epigrafico di Taurianova) e la biblioteca.
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Bagnara
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Scilla
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Ponte sullo Stretto
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BAGNARA CALABRA
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La parte piu' antica di Bagnara si scagliona sul fianco meridionale e sul
colmo di uno sprone roccioso; la parte moderna si estende nella fascia costiera
sottostante. Vedere la Chiesa della Confraternita del Rosari, di stile
eclettico, pregevoli tele del Seicento, una interessante colonnina del XII
secolo e una scultura del Cinquecento. Passeggiate ed escursioni fra cui quella
alla Grotta delle Rondini. Famosa e' la Sagra del Pescespada, catturato con un
singolare sistema di pesca che risale ai tempi dei fenici.
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SCILLA
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Scilla
si offre improvvisa, con il suo medievale Castello, a picco sul mare, nel quale
oggi e' situato un moderno Ostello per la Goiventu'. L'arco che si snoda da
Scilla a Bagnara e' famoso per la caccia al pesce spada, singolare sistema di
pesca che si ripete dal tempo dei Fenici. La Strada si allontana poi dal mare
per inerpicarsi con eleganti e panoramiche curve sui Piani della Corona, antico
dominio della Regia Corte, piccolo altipiano che dipartendosi dalle catene
dell'Aspromonte arriva a picco sul mare nel Monte S.Elia da questa terrazza sul
Tirreno, in un solo colpo d'occhio si abbraccia l'imbocco dello Stretto , le
isole Eolie, e a destra sulla costa calabra la Piana degli Ulivi bosco
spettacolare digiganteschi alberi in cui si incastonano linde cittadine: Palmi ,
Gioia Tauro, Rosarno sul mare; Taurianova, Cittanova, Oppido, Polistena e
Seminara all'interno
Scilla appare
formata da tante piccole case degradanti verso le due baie, divise da uno
sperone roccioso su cui e' arroccato il Castello di origine altomedioevale nel
quale oggi e' allocato un moderno ostello per la gioventu'. La parte piu'
suggestiva e' senz'altro il Rione dei Pescatori detto "Chianalea".
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PONTE SULLO STRETTO
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Ringraziamo la Societa' Ponte sullo Stretto per l'utilizzo dell'immagine
concessa alla Regione Calabria - Assessorato al Turismo.
Per maggiori informazioni:
Ponte sullo Stretto

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Roseto Capo Spulico
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Ciro'
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Capo Colonna
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ROSETO CAPO SPULICO
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Roseto Capo Spulico e' situata in pittoresca posizione dominate il Mar
Jonio. Da visitare gli avanzi della cinta muraria medievale, Antica Chiesetta
della Consolazione con in facciata due sculture medievali e il Castello dalle
torri alte e merlate.
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CIRO'
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L'abitato di Ciro' e' caratterizzato da vie strette e tortuose. In area di
insediamento preistorico, gia' citta' della Magna Grecia fu abbandonata durante
le incursioni Saracene e gli abitanti si installarono nel luogo attuale. Ruderi
della cinta muraria medievale e del Castello dei Carafa XV e XVI sec.
Specialita' il vino Ciro'.
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CAPO COLONNA
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A Capo Colonna dove resistono i ruderi del grandioso Tempio di Era Lacinia. Sito
in una vasta area archeologica comprendente anche i resti di fornaci e di "opus
reticulatum" romani, vedere spiccare splendida l'unica superstite colonna
dorica a profonde scanalature. Il tempio era in marmo pario ed affrescario da
Zeusi. Spogliato da Annibale durante le guerre puniche fu poi impoverito dai
romani.
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CASTELLO DI LE CASTELLA
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Resti di fortificazioni e del Castello che si trova su un isolotto rifatto nel
XVI secolo. Suggestivo luogo turistico.
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ROCCELLETTA - CASTELLO
NORMANNO
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Di recente a Roccelletta di Borgia sono state riportate alla luce le strutture
di teatro databile al II secolo. Sono state ritrovate le cinque statue di togati
tra cui quella del Genius Augusti. In questo territorio visse anche Cassiodoro,
ministro bizantino che vi fondo' importanti strutture culturali come il "Vivarium"
il cui ricordo resiste in riva al mare vicino ai ruderi della Chiesetta di San
Martino.
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CAMINIA
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Splendido luogo balneare. Nei pressi si pu• visitare la tomba di Cassiodoro.
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Soverato
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Monasterace
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Riace
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SOVERATO
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Cittadina di importanza storica ed artistica, si trova nella parte piu' interna
del Golfo di Squillace, famoso centro turistico e peschereccio. Da visitare la
Torre cinquecentesca detta "di Carlo V", le sculture di A.Gagini XVI
sec..
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MONASTERACE
SCAVI ANTICA CAULONIA
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Monasterace si trova nel versante sud orientale delle Serre, su un poggio
dominante la fiumara Assi. Da visitare le rovine del Castello del XVI secolo e
nelle vicinanze i resti della greca Caulonia.
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RIACE
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Riace si trova nel versante sud orientale delle Serre su un dosso
collinare. Da vedere il nucleo antico che conserva in parte la struttura
medievale fortificata, la Chiesa di San Nicola di Bari e quella dei SS. Cosma e
Damiano. Il nome del paese balzato agli onori della cronoca per il ritrovamento
dei due guerrieri di bronzo conservati nel Museo di Reggio Calabria.
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Locri e' una zona archeologica, vi sono gli scavi dell'antica colonia
Locrese. Le rovine consistono in numerosi resti di mura e di altri opere
militari disseminati in una vasta area, il che testimonia della loro
imponenza raramente raggiunta nell'antichita' greca. Notevoli i resti di
vari templi e interessanti sono inoltre il Teatro Greco Romano, gli
Scavi di Centocamere, della Necropoli e della Teca di Pietra che ha
fornito tra l'altro, un'importante collezione di 37 tavolette bronzee
dell'archivio della citta' greca ora al Museo di Reggio Calabria.
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GERACE
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Gerace e' stata fondata anteriormente al secolo IX a.C. dai profughi
locresi. Caratterizzata da una struttura medievale ed e' dominata a Nord-Ovest
dalla rupe del Castello. Da visitare la Cattedrale risalente all'XI sec. e
restaurata nel 200, notevole per le dimensioni; imponente si presenta il
Castello, che fu di Roberto il Guiscardo, dal quale si gode un panorama
bellissimo. Di rilievo sono la Chiesa gotica di San Francesco semidiruta con la
tomba Ruffo, uno spettacolare transennamento barocco e gli adiacenti resti del
chiostro.
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PENTEDATTILO
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Pentedattilo si trova in una posizione straordinariamente pittoresca
aggrappato ad una rupe arenacea a cinque punte. Resti del Castello di fondazione
medievale ma rifatto nel cinquecento interessanti altri edifici pure di
fondazione medievale. Statua marmorea del 1564 nella Chiesa della Candelora,
accanto alla quale sono i ruderi di un Convento Domenicano.
Dorsale Appenninica:
E' il misterioso e solitario "custode" della Calabria. Enorme,
possente, in posizione traversa rispetto al crinale appenninico, il Pollino,
Parco Nazionale dal 1988, si staglia improvviso, a chi, provenendo da sud,
percorre la Salerno-Reggio Calabria. Da lontano, il grande massiccio, sembra un
inespugnabile bastione geloso custode di misteri. Il Pollino, che costituisce il
confine tra la Lucania e la Calabria, fu un tempo il regno del lupo, a cui la
fantasia popolare, attribuì gesta umane che inevitabilmente si mescolarono al
quotidiano della difficile vita vissuta in questi luoghi dai montanari
calabro-lucani. L'antico scenario fiabesco è ancora intatto, come intatti sono
i paesini di pietra appesi alle pendici della montagna, semi nascosti da selve e
boschi. Tuttavia, il Pollino, è un "gigante buono". Le sue asperità
sono solo apparenti. Grandi pianori si aprono proprio laddove ci si aspetta che
i suoi sentieri si chiudano ostili ai visitatori. Di formazione più recente
rispetto al complesso appenninico di cui è parte finale, il Pollino, nel corso
di lunghe trasformazioni geologiche e ambientali, ha assunto caratteristiche
proprie. Erosioni e sedimentazioni e l'incessante fluire dei corsi d'acqua hanno
agito al pari di uno scultore, aprendo sentieri e creando vallate trasformando
le asperità in dolci profili. Canyon, gole, praterie di tipo alpino,
conferiscono al Pollino una multiformità affascinante. Ed è forse a tanta
bellezza che come sostiene Gerhard Rohlfs, il massiccio deve il proprio nome che
fa risalire il toponimo al latino Mons Apollineus, riferendolo, appunto, al dio
Apollo. Altri, come Gabriele Barrio, invece, fanno derivare Pollino da polleo,
attribuendolo alla presenza nel territorio di piante officinali capaci di
portentose guarigioni. Altra ipotesi è che il toponimo derivi da un altro
sostantivo latino, pullxs, ovvero giovane animale, collegato alle abbondanti
cucciolate delle mandrie e delle greggi al pascolo in queste montagne. II
Pollino è interessato a fenomeni carsici di una certa importanza. Ricordiamo,
brevemente, in un elenco, una serie di luoghi interessati ai fenomeni carsici
come a Cerchiara le Grotte di Serra del Gufo, I'Abisso del Bifurto nel
territorio di Cassano lonio, le grotte del Timpone del Corvo a Frascineto, a
Morano Calabro le grotte del Ramo del Fiume e di S. Paolo.
La flora
È variegata e disposta quasi a circolo intorno al massiccio. Iniziante da fondo
valle vi si incontrano lecceti immersi nella tipica macchia mediterranea.
Procedendo verso l'alto si trovano i resti di foresta in cui prevalgono il cerro
e l'ontano napoletano, il carpino bianco e il tiglio. Intorno alla quota dei
1600-1800 m. è la zona del faggeto che si può ritrovare anche sulla cresta.
Alle quote più alte si trovano formazioni di foresta, faggeto abetina
comprendente i primi esemplari di pino loricato (leucodermis). È la più
preziosa specie botanica che il Pollino possegga. Secondo gli studiosi iI pino
loricato e di provenienza balcanica e si vuole sia giunto sul Pollino per
l'abbassamento dell'Adriatico in periodi glaciali più freddi.
La fauna
La presenza del lupo e' ora ridotta a poche unità. Vi sono inoltre: capriolo,
tasso, cinghiale, istrice, martora, puzzola. Esiste ancora qualche coppia di
aquila reale e si segnalano le presenze di coturnice, corvo imperiale, picchio
nero e altri uccelli.
Come si accede al Pollino
Ci si immette nella strada 92, dalla costa ionica cosentina, salendo alla volta
di Cerchiara: i campi sono tappezzati di mandragola, dai fiori viola azzurrini.
Lungo la via, superando il torrente Caldanello, è possibile ammirare la
vegetazione in cui risalta l'oleandro selvatico Giunti a S. Lorenzo Bellizzi, c'è
da ammirare la Timpa di S. Lorenzo e le gole, veri e propri canyon che il
torrente Raganello ha scavato con il suo defluire. Le pareti del Pollino qui
sono immense e rocciose mentre dalI'alto dominano la grande mole del Falconara e
della Manfriana. Negli anfratti della roccia nidificano uccelli rapaci. Da S.
Lorenzo si può salire, non senza qualche disagio, lungo i sentieri che portano
sulla Manfriana e sul Dolcedorme.
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Altomonte
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Fiume Lao
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Gole di Raganello
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ALTOMONTE
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Altomonte e' un suggestivo paese della provincia di Cosenza, da visitare
il Castello di origine Normanna poi rifatto: conserva elementi medievali e
tracce di un affresco dei secoli XIV e XV; trecentesca Torre dei Pallotta;
Chiesa di Santa Maria della Consolazione di origine Normanna che ha notevoli
opere d'arte nell'interno; Chiesa di San Giacomo e Chiesa di San Francesco. La
specialita' e' il vino Balbino.
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PONTE SUL FIUME LAO
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Laos e' stata fondata dai Sibariti nella meta' del VI secolo a.C. presso
la foce del fiume che porta il suo nome e accolse i profughi dalla madrepatria
Sybaris quando questa venne distrutta dai Crotoniani L'intera zona si mostra
ricca di storia cosi' come documentato dai ritrovamenti avvenuti lungo l'intero
corso del fiume Lao, importante strada di comunicazione verso le zone interne
del Pollino e la Pianura di Sibari. A documentare l'elevato grado di civilta'
della citta' di Laos restato gli stateri di argento che attualmente si trovano
al British Museum recanti la figura di un toro, personificazione del fiume Lao
dalla testa umana e dai lunghi capelli riccamente acconciati.
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GOLE DI RAGANELLO
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Gole di Raganello
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Sila Greca
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Sila Grande
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Lago Cecita
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SILA GRECA
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Dal Pollino proseguendo verso sud est troviamo la Sila, divisa in Sila
Greca, Sila Grande e Sila Piccola; la Piana di Sibari separa le ultime
propaggini del Pollino dalla Sila Greca. La Sila pi— che una catena di
montagne in senso stretto, si presenta come un lungo altopiano con cime che in
media non superano i 1600 metri, raggiungendo i 1928 del Monte Botte Donato.
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SILA GRANDE
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In questa zona montuosa e' stato istituito dal 1968 il Parco Nazionale della
Calabria Esso include la Sila Grande in provincia di Cosenza, la Sila
Piccola in provincia di Catanzaro e Crotone e l'Aspromonte in provincia di
Reggio Calabria, con una superfice di 15.894 ettari. La citta di Rossano
e' posta sulle pendici della La Sila Greca e divenne in eta' bizantina un
importante punto di riferimento spirituale a causa della presenza di molte
lauree basiliane che fecero della montagna di Rossano una specie di Monte Santo.
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LAGO CECITA
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Nella Sila Grande sono presenti i laghi Cecita, Arvo e Ampollino.
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LAGO ARVO
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SAN GIOVANNI IN FIORE
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San Giovanni in Fiore e' situata nella Sila Grande nell'alta valle del
Neto. Da visitare la Chiesa Matrice e la Badia di San Giovanni in Fiore iniziata
nel 1191-92 per opera di Gioacchino da Fiore. Nel 1924 e' stata rimessa in luce
la cripta dove era il sepolcro di Giovanni in Fiore. Ha una fiorente fabbrica di
smaglianti tappeti orientali che, sotto la guida esperta di autentici armeni,
ripete i segreti antichissimi della lavorazione a mano, sui rudimentali telai
della tradizione.
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CASTELLO DI SANTA
SEVERINA
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Fu per lungo tempo sede di un importante vescovato di rito greco: la presenza
greco-bizantina contraddistingue l'impianto urbano e l'architettura della citta'.
La Cattedrale di Santa Anastasia XIII secolo possiede un attiguo Battistero di
impianto bizantino XVII-IX secolo a pianta circolare con cupola sostenuta da
otto colonne e quattro corpi di fabbrica sporgenti al fine di formare in pianta
il disegno di una croce greca. Altre importanti testimonianze di architetture
bizantine sono le Chiese di Santa Maria del Pozzo e di Santa Filomena. L'abitato
di Santa Severina e' sovrastato da un importante Castello di epoca normanna,
eretto su una preesistente fortificazione bizantina. Il quartiere della Grecia,
posto accanto all'antica Giudaica e' una rara testimonianza di struttura
urbanistica bizantina in esso si trovano anche alcune dimore ipogee.
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Lago Ampollino
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Sila Piccola
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Parco delle Fate
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LAGO AMPOLLINO
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Il Lago Ampollino si trova nella Sila Piccola.
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SILA PICCOLA
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PARCO DELLE FATE
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Serra San Bruno
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Certosa
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Gambarie
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SERRA SAN BRUNO
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Serra San Bruno e' una cittadina sorta intorno alla Certosa di Santo Stefano del
Bosco, complesso monastico fondato da Brunone di Colonia nel 1090 e ricostruito
dopo il terremoto del 1783. L'abbazia si presenta come una cittadella murata con
grossi torrioni circolari in cui sono inserite parti dell'antica Certosa.
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CERTOSA DI SERRA SAN
BRUNO
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Nella citta' contrattistinta dall'uso di elementi decorativi in granito di
artigianato locale, si possono visitare la Chiesa Matrice con statue di marmo
provenienti dalla Certosa e con opere di scuola fiamminga e la Chiesa
dell'Addolorata dall'elegante pianta semiellittica.
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GAMBARIE
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Localita' turistica dove vengono
praticati sport invernali in panoramica posizione tra fitti boschi. Sede di
alberghi e ville. Suggestive passeggiate ed escursioni, impianti di risalita,
fra cui la seggiovia fino alla Puntone di Scirocco (1660 metri).
Il nome della
regione ha una storia singolare. Era chiamata nell'antichità Brutium, dal nome
degli abitanti, mentre, sempre dal nome della popolazione, era denominata
Calabria l'attuale penisola del Salento, in Puglia. Dopo la caduta dell'impero
romano il nome Brutium cadde in disuso né fu mai più ripreso, probabilmente
anche per la scarsa influenza esercitata dai bruzi, un popolo numericamente
esiguo di pastori e di agricoltori seminomadi. Gli eventi storici, con il
succedersi delle conquiste e delle perdite territoriali dei vari dominatori in
Italia, portarono dapprima – a partire dal VII secolo – a chiamare col nome
di Calabria sia la penisola salentina sia l'attuale penisola calabra; in
seguito, con l'estendersi del termine di Apulia all'odierna Puglia, quello di
Calabria rimase a indicare l'attuale regione.
La Calabria ha una superficie di 15.080 km2 e una popolazione di 2.072.739
abitanti (1997); è dunque una regione non vasta e scarsamente popolata (la
densità, di 137 abitanti per km2, è di molto inferiore alla media nazionale,
che è di 191).
La Calabria forma come si è detto una penisola, l'estrema diramazione della
penisola italiana. Forse nessuna regione d'Italia ha una così marcata
delimitazione fisica: su tre lati è circondata dal mare mentre a nord il
confine è segnato dal massiccio del Pollino, il più imponente dell'Italia
meridionale.
La posizione geografica è stata favorevole per la Calabria agli albori della
sua storia quando, più di duemila anni or sono, i greci dominavano i commerci
del mare Mediterraneo; in seguito la regione divenne essenzialmente terra di
conquista. Infatti, a differenza di altre regioni marittime, come la Liguria, la
Calabria non seppe mai trarre vantaggio dai suoi mari: lo conferma anche il
fatto che ben quattro dei suoi cinque capoluoghi di provincia sono situati
nell'interno.
Completamente asciutte o al massimo ridotte a esigui rigagnoli per gran parte
dell'anno, le fiumare durante le piene – perlopiù all'inizio della primavera
– si riempiono all'improvviso d'acqua, scorrono con grande velocità,
vorticose di ciottoli e sfasciumi strappati dai monti, frequentemente inondando
i terreni circostanti in basso, distruggendo coltivazioni e manufatti. La
Calabria non ha laghi naturali; qualche bacino artificiale (di Arvo, di
Ampollino ecc.) è stato creato con sbarramenti di corsi d'acqua sulla Sila.
Dal punto di vista climatico la Calabria, regione pienamente mediterranea,
presenta alcune anomalie rispetto alle caratteristiche che essa dovrebbe avere,
considerando la posizione geografica e l'accentuato carattere marittimo. È
l'elevata e prevalente montuosità del territorio, che racchiude alcune conche
isolate dalle correnti aeree, a determinare in molte zone situazioni del tutto
particolari. La Calabria ha due stagioni ben differenziate: un inverno anche
rigido e umido, un'estate nettamente calda e asciutta.
Benché il manto forestale sia stato gravemente intaccato, nel complesso le
attività umane – almeno sino a epoca recente – hanno operato poche
trasformazioni nella vegetazione naturale, anche a causa del modesto popolamento
della Calabria. A differenza di quanto si verifica di norma nell'Italia
centromeridionale, in questa regione ha uno sviluppo relativamente limitato la
macchia mediterranea, la tipica associazione di arbusti sempreverdi (erica,
mirto, rosmarino, ginepro, alloro, lentisco): essa interessa i lembi
generalmente esigui di pianura costiera. Più povera sul lato ionico, è invece
rigogliosa sull'umido versante tirrenico, dove forma, alla quota submontana, una
fitta boscaglia, comprendente anche lecci, querce da sughero, oleastri. Lungo le
fiumare sono invece frequenti gli oleandri.
Alle quote medie si hanno bei boschi di querce e castagni; segue, al di sopra
dei 1000 m, il piano del faggio, talora misto ad abeti e pini. I suoli
cristallini dei rilievi calabri, freschi e poco permeabili, consentono la
formazione di foreste veramente eccezionali per l'ambiente appenninico, con un
ricco sottobosco. Tra le più interessanti specie di animali (alcuni dei quali
introdotti o reintrodotti per ripopolamento) si annoverano daini, caprioli,
cinghiali, volpi, gatti selvatici, lupi e, tra gli uccelli, numerosi rapaci, tra
cui anche alcuni esemplari di aquile reali.