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Abruzzo
 

Regione Abruzzo Turismo

 Sport e natura

Corno Grande e Corno PiccoloIn Abruzzo tutti trovano qualcosa di interessante da vedere e da fare. Affascinante per tutti, la regione offre, in particolare, una vasta gamma di proposte e di attivita' rivolte ai giovani.

I visitatori di ogni eta' in cerca di una vacanza sportiva trovano pane per i loro denti sui sentieri e sulle pareti di roccia, sui fiumi e sul litorale abruzzese.

Chi si e' lasciato alle spalle da qualche anno la gioventu' puo' scegliere come meta per le sue vacanze le piacevoli cittadine della collina e i molti centri pedemontani compresi tra i 500 e i 1 000 metri, che possono ospitare senza problemi chi avrebbe delle difficolta' a salire eccessivamente di quota.

Chi ha bisogno di un soggiorno termale, infine, puo' dirigersi a Caramanico Terme, una delle piu' interessanti porte della natura della Majella.

Verde e parchi

 

Orsi e camosci, pareti di roccia e foreste, dolci paesaggi collinari e magnifiche spiagge sabbiose. Tra le alte vette del Gran Sasso, della Majella e del Velino e la linea dorata della costa, la natura dell'Abruzzo forma un quadro di grande varieta' e suggestione che e' possibile apprezzare in ogni momento dell'anno. Grazie ai parchi nazionali del Gran Sasso-Monti della Laga, della Majella e d'Abruzzo, al Parco Regionale Sirente-Velino, a una fitta rete di riserve naturali regionali e statali e di oasi gestite dalle associazioni ambientaliste, la natura dell'Abruzzo e' oggi adeguatamente salvaguardata, e puo' essere facilmente visitata da parte dei singoli appassionati come dei gruppi organizzati.

Il mare d'Abruzzo

E’ variegato il mare abruzzese: a nord il litorale e' basso e sabbioso, a sud diventa frastagliato. Le sette sorelle del teramano, da Martinsicuro a Silvi Marina, la spiaggia pescarese e quella di Francavilla al Mare offrono strutture ricettive di alto livello, occasioni per il divertimento e il tempo libero, locali notturni e, a Pescara, anche un modernissimo porto turistico. A sud lo scenario cambia radicalmente: da Ortona fino a Vasto e a S. Salvo, improvvise calette immerse tra ginestre e vigneti si alternano ad ampi arenili e spiagge incorniciate dalla folta vegetazione mediterranea. E i curiosi travocchi, singolari e solitarie palafitte protese sul mare tra S. Vito e Fossacesia, sono i nostalgici scampoli dell’antica pesca. Particolarmente adatta alle famiglie in cerca di una vacanza tranquilla, la costa abruzzese e' resa ancora piu' attraente da un’ampia scelta di alberghi, ristoranti e locali notturni. Chi cerca una vacanza sportiva puo' praticare la vela, il windsurf, la canoa e la pesca. La zona piu' adatta per le immersioni e' quella meridionale. L’accesso a tutte le localita' del litorale e' reso particolarmente comodo dalla vicinanza della ferrovia (linea FFSS BO-PE-BA), della A 14 Adriatica e della omonima statale 16, che corre spesso a pochi metri dalla linea dorata della spiaggia.

Verde e natura
Il paesaggio

Le pareti innevate del Monte Camicia, nel massiccio del Gran Sasso, dominano i boschi e i campi coltivati del TeramanoLe montagne d'Abruzzo sono formate in buona parte da calcare. Culminano nei 2912 metri del Gran Sasso, ai piedi del quale si cela il piccolo ghiacciaio del Calderone, il più meridionale in Europa e l’unico dell'Appennino. Grande importanza hanno anche i massicci della Majella (2795 metri), del Velino (2486 metri) e del Sirente (2358 metri) e dei monti del Parco Nazionale d'Abruzzo, che hanno la loro vetta più elevata nel monte Marsicano (2253 metri). Sul confine con il Lazio, spicca la catena dei Simbruini-Ernici, la cui massima elevazione è il monte Viglio (2156 metri). Pareti rocciose compaiono sul Gran Sasso, sulla Majella, sul Velino e sul Sirente. Tipici della regione sono gli altopiani, gli inghiottitoi e i canyon. Da non perdere le cascate di Zompo lo Schioppo, della Sfischia e del Verde, i laghi di Campotosto, di Barrea e di Scanno e le grotte del Cavallone, Beatrice Cenci e di Stiffe. Sola eccezione geologica nel regno del calcare sono i Monti della Laga, costituiti da marne e arenarie, in cui svetta il monte Gorzano (2458 metri), ai quali si affiancano i massicci calcarei della Montagna dei Fiori e della Montagna di Campli. Al confine con il Molise si alzano i Monti Pizi e i Monti dei Frentani. Scandite dai fiumi (tra questi il Tronto, il Tordino, il Vomano, il Tavo-Saline, l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Trigno), le colline abruzzesi sono in buona parte coltivate. Sorgenti, boschi e torrenti offrono però delle parentesi di natura intatta, cui si affiancano i calanchi di Atri e dell'Alento. Di grande valore naturalistico sono i laghi di Serranella e di Penne, dove sostano molte specie rare di uccelli. Anche il litorale merita una visita da parte degli appassionati della natura. In gran parte sabbiosa, la costa si alza tra Ortona e Vasto nei promontori di Punta del Cavalluccio e Punta d'Erce. Oasi verdi sono offerte dalle pinete di Santa Filomena e Pineto e dalla lecceta di Torino di Sangro.

 

Abruzzo Regione amministrativa dell'Italia centrale. Si affaccia a est sul mare Adriatico e confina con le Marche a nord, con il Lazio a ovest e con il Molise a sud. È ripartita nelle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo; il capoluogo regionale è L'Aquila. La regione veniva un tempo denominata al plurale (Abruzzi), poiché comprendeva le tre suddivisioni di Abruzzo Citeriore, Abruzzo Ulteriore I e Abruzzo Ulteriore II; il successivo prevalere del principio di unità regionale ha poi portato all'attuale uso al singolare. Sull'origine del nome Abruzzo non tutti gli studiosi sono concordi; dai più viene fatto derivare da Aprutium, un antico ducato longobardo corrispondente approssimativamente all'odierna provincia di Teramo.
L'Abruzzo, che ha una superficie di 10.795 km2 e conta 1.274.520 abitanti (1997), è relativamente poco esteso e poco popolato; la densità è nettamente inferiore alla media nazionale (118 abitanti per km2 contro 191). I limiti fisici sono ben delineati: a nord dal corso del fiume Tronto, a sud da quello del fiume Trigno e a ovest dalla poderosa catena dell'Appennino abruzzese.
Come le contigue Marche, anche l'Abruzzo non ha pianure; ma, mentre il territorio marchigiano è prevalentemente collinare, quello abruzzese è in massima parte montuoso (per oltre due terzi). Nessun'altra regione dell'Italia peninsulare raggiunge valori così elevati di montuosità. La complessità morfologica è rilevante. La regione può tuttavia essere divisa in due aree distinte: l'Abruzzo interno, che appartiene all'ossatura centrale e principale della penisola italiana, dalle cime calcaree aspre ed elevate e dai massicci che racchiudono vaste conche intermontane, e l'Abruzzo esterno, dalle tenui colline che, interrotte dai letti ghiaiosi dei corsi d'acqua, man mano digradano verso la costa sabbiosa.

Del tutto diversa è invece la morfologia della fascia collinare, che si attenua a ridosso della costa. Vi prevalgono infatti i terreni argillosi e arenaceo-marnosi, poco coerenti, intaccati facilmente dalle acque e altrettanto facilmente soggetti a frane; hanno quindi forme arrotondate, distese, in netto contrasto con le asperità dei rilievi appenninici, benché le pendici siano intaccate dalle fitte incisioni dei calanchi, localmente chiamati "scrimoni".
I corsi d'acqua della regione sono numerosi ma brevi; tra quelli che interessano direttamente l'Abruzzo, i principali sono il Sangro (117 km), che in parte scorre ai piedi dei monti della Meta, attraversando poi tutta la fascia collinare a sud della Maiella, e soprattutto l'Aterno-Pescara (che è lungo 145 km e ha un bacino di ben 3188 km2, valore piuttosto elevato per un fiume dell'Italia peninsulare). Esso nasce col nome di Aterno sui monti della Laga; solca l'intera Conca Aquilana, dove bagna la città dell'Aquila, svolgendo un lungo percorso che segue il versante interno del Gran Sasso; ricevuto il suo maggiore affluente, il Sagittario, assume il nome di Pescara, attraversa finalmente l'Appennino con una stretta gola e raggiunge l'Adriatico presso l'omonima città.
Mancano laghi di una certa estensione, dopo il prosciugamento del Fucino; è però interessante, nell'Abruzzo meridionale, il piccolo lago di Scanno (1 km2 di superficie), perché è tra i più notevoli esempi in Italia di bacino lacustre formatosi per sbarramento naturale, a seguito della caduta di una frana dal monte Genzana. Artificiale è invece il più esteso lago di Campotosto (14 km2), realizzato con lo sbarramento del torrente Fucino.
Anche l'ammanto vegetale mostra evidenti differenze tra l'Abruzzo appenninico, che è comunque la zona meglio conservata, e quello collinare, in cui le coltivazioni hanno profondamente modificato il paesaggio originario. Tuttavia, nonostante le profonde trasformazioni subite dall'ambiente, la regione mantiene una vegetazione di particolare interesse. Non è così nella fascia costiera, dove solo qualche residuo lembo di macchia mediterranea (lentisco, mirto, erica) resiste all'avanzata delle colture e degli insediamenti (le pinete che a tratti punteggiano la costa sono state impiantate dall'uomo); altrettanto esigue sono, sulle colline, le permanenze dei vasti boschi di quercia che un tempo ricoprivano i pendii subappenninici rivolti all'Adriatico.
Anche per la fauna naturale, benché sia stata enormemente ridotta dall'uomo, l'Abruzzo costituisce una regione di particolare interesse: si ritiene infatti che rappresenti l'estremo limite meridionale di alcune specie tipiche degli ambienti nordici, giunte sin qui con le glaciazioni, e che in seguito si sarebbero in parte modificate per adattarsi alle mutate condizioni climatiche. L'esemplare più rappresentativo è senza dubbio l'orso bruno (o orso marsicano), salvato dall'estinzione nel parco nazionale d'Abruzzo, così come il camoscio. Numerosi sono poi i lupi, le volpi, i gatti selvatici, le lontre ecc. Tra le molte specie di uccelli, domina la maestosa aquila reale.
Dopo aver registrato per vari decenni (dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta) un forte esodo, la popolazione è ormai stazionaria, anzi in leggero incremento. Le migliorate condizioni economiche hanno tra l'altro determinato il rientro di un certo numero di emigrati abruzzesi. Se l'intera regione ha, con 117 abitanti per km2, una densità media ben inferiore alla media nazionale, tra zona e zona le differenze, determinate dalla povertà e dall'isolamento, sono ancora più salienti. Non colpisce tanto la diversità demografica tra i capoluoghi (la stessa Pescara conta appena 120.000 abitanti, mentre L'Aquila non arriva ai 70.000), quanto quella della densità delle province. In Abruzzo l'urbanizzazione è un fenomeno poco diffuso e la popolazione è concentrata in piccoli centri isolati, in generale con una media al di sotto dei 10.000 abitanti.

ABRUZZO
Collocato nell'Italia centro-meridionale e bagnato dal Mare Adriatico, il territorio Abruzzese ha nella ricchezza delle risorse naturali la propria peculiarità: dalle lunghe spiagge dorate alle impervie zone montuose del Gran Sasso, dai laghi naturali fino al celebre Parco Nazionale. Un territorio aspro, occupato per lunghi tratti da boschi dalla flora e fauna intatte. La persistenza di ancestrali tradizioni popolari si sposa appieno con la presenza di moderne strutture ricettive.
 




Nelle terre del gigante- all’ombra del Gran Sasso

Dal litorale alla montagna - natura e storia nel territorio chietino

Le grandi valli dell’Abruzzo interno